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Violenza senza genere

Esperti di diritto, psicologia, sicurezza e medicina si confrontano sul tema della violenza senza genere, tra testimonianze, dati e prospettive educative

di Antonio Vitale

Nella splendida cornice di Villa Doria d’Angri si è svolto, lo scorso lunedì 6 luglio, il convegno “Violenza, declinazione senza genere”, promosso dalla campagna Libera dalla Violenza con il sostegno del Coordinamento Operativo Nazionale Interforze – C.O.N.I.T.A..

La dottoressa Alessia Giangrasso, Vicario Nazionale del C.O.N.I.T.A. con delega ai rapporti con l’estero, ha inaugurato l’incontro, mentre la moderazione è stata affidata al dottore Vincenzo Russo, Presidente dell’Associazione Medico Sportiva di Napoli della FMSI – CONI.

Il dottore Giovanni Bruno Mandato, Dirigente Superiore di Polizia in quiescenza, ha aperto il dibattito soffermandosi sul ruolo delle forze dell’ordine nella tutela delle vittime, sull’importanza del codice rosso, del braccialetto elettronico e sulla necessità di una presenza istituzionale costante.

L’avvocata Maddalena Malafronte, legale dell’Associazione Libera dalla Violenza, ha illustrato le attività di supporto ai soggetti vulnerabili e ha evidenziato quanto sia fondamentale l’educazione nelle scuole per fornire ai giovani strumenti utili a riconoscere e contrastare la violenza. Ha ricordato che essa non è solo fisica, ma può manifestarsi anche in forma economica, spesso esercitata da partner più facoltosi.

È intervenuta poi la psicologa Maria Laura Atza, psicoterapeuta specialista in dinamica relazionale , che ha parlato della struttura del cervello dove ci sono varie parti della corteccia cerebrale che sono deputate al comportamento. Ha narrato, inoltre, dei bambini che subiscono violenza talvolta anche attraverso una carezza.

L’avvocato Francesco Luigi Biondi, anch’egli legale dell’associazione, ha richiamato l’attenzione sulle violenze psicologiche subite dagli uomini, soprattutto quando avvengono davanti ai figli o attraverso minacce velate, talvolta veicolate sui social. In questi casi, ha sottolineato, le misure cautelari diventano essenziali.

L’avvocata Maria Grazia Persico, matrimonialista dello Studio Legale Bernardini de Pace, ha approfondito il tema della violenza psicologica, la più difficile da dimostrare: una forma che può portare la vittima a dubitare della propria integrità mentale e, in alcuni casi, a reagire con comportamenti altrettanto aggressivi.

Il dottore Giuseppe Noschese, Presidente dell’International Disaster Medicine Association (IDMA), ha analizzato gli effetti del vuoto affettivo, che può generare “protesi mentali” come dipendenze da cibo, alcool o gioco d’azzardo. Ha ribadito il ruolo cruciale della scuola nel fornire ai giovani valori e strumenti per affrontare tali rischi.

L’avvocato Angelo Pisani, autore del libro “L’altra Violenza”, ha presentato dati significativi sul tema, ricordando che la violenza non ha genere: anche le donne possono esercitare forme di abuso sui figli o sui partner, talvolta impedendo ai padri di vedere i propri bambini, con conseguenze che possono sfociare in autolesionismo o suicidio. Ha citato inoltre l’operato dell’Associazione Fabiani, attiva nel sostegno dei minori privati di riferimenti genitoriali.

Il Generale dei Carabinieri Claudio Mazzarrese Fardella Mungivera, Leone d’Oro 2024, ha illustrato i contenuti del suo volume “Il virus della corruzione”, richiamando le riflessioni della figlia di Paolo Borsellino sul rapporto tra giovani e fenomeni corruttivi.

A chiudere la serata è stato Gennaro Napolitano, studente di Lettere Classiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha declamato una poesia tratta dal suo libro “Cherophobia”.

La serata si è conclusa con il saluto del moderatore, dopo un confronto intenso e articolato che ha messo in luce la complessità della violenza e la necessità di affrontarla senza pregiudizi di genere.

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