Voci che valicano i secoli
Le voci riecheggiate nella Crypta Neapolitana, divenuta spazio assoluto, hanno annullato il tempo svelando l’essenza di Napoli
di Antonio Vitale
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella Crypta Neapolitana lo scorso 23 luglio è stato rappresentato il primo degli appuntamenti che si terranno in alcune suggestive venue della città, nata dalla joint venture tra il drammaturgo napoletani Gian Maria Cervo e il canadese Bruce Le Bruce. Insieme hanno portato in scena arte e performance queer.
La magia dell’uovo, una rappresentazione teatrale effettuata in un luogo che di per sé è magico: se pensiamo che in questo luogo è stata posta la tomba del poeta Virgilio, già questo ci fa capire la peculiarità di questo luogo.
Virgilio è stato interpretato dall’attore protagonista Bruce le Bruce in maniera molto eclatante.
Lo stesso attore è poi passato da Virgilio a Dante Alighieri, che sono si sono incontrati, anche se hanno vissuto in epoche diverse, nello stesso luogo: Inferno e Purgatorio fino alla soglia del Paradiso: la triade dantesca della Divina commedia
LeBruce si è, quindi, interfacciato con altri personaggi di poeti napoletani di secoli differenti, che pure sono state molto apprezzate. L’autore del lavoro teatrale ha annullato il tempo, rendendo omaggio a Salvatore Di Giacomo, a Luigi Settembrini, a Francesco Berni, ad Annibale Ruccello, fino a Enzo Moscato, recentemente scomparso.
L’interprete era vestito in maniera un po’ … “sobria”: infatti il pantalone era tagliato in modo da fare vedere la biancheria intima dove un uovo di colore bianco fungeva da spunto di riflessione. Ad un certo momento della rappresentazione ne sono usciti altre due e l’attore ha fatto dei giochetti con le tre Uova.
Insomma, vorrei sottolineare che la pièce è stato un mix di esibizioni tra il Sacro ed il Profano, ma, comunque, ha allietato la serata di per sé già bella, soprattutto per il luogo dove si è svolta.
