Figli di Portici famosi: don Raimondo Di Gennaro

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Raimondo Di Gennaro è nato a Resina, dal 1969 Ercolano, in provincia di Napoli, il 9 marzo 1923, «… da Teresa Iacomino e da Antonino Di Gennaro, originari di Sorrento».

Con il fratello gemello e gli altri cinque maschi e due femmine, ha vissuto una spensierata infanzia a Portici, abitando con la famiglia prima in via Bagnara e poi al corso Giuseppe Garibaldi.

Poco più che ragazzo, desiderando diventare un umile operaio nella vigna del Signore, ha scelto di seguire la vita ecclesiale, per cui, a soli tredici anni, è entrato nel seminario diocesano di Napoli.

Dopo aver frequentato il seminario minore, in via Duomo, è passato a studiare presso quello maggiore, sito a Capodimonte, dove ha completato la sua formazione teologica-ecclesiastica.

Il 15 giugno 1946, dall’arcivescovo metropolita di Napoli, cardinale Alessio Ascalesi (Afragola, Napoli, 22 ottobre 1872 – Napoli, 11 maggio 1952), è stato ordinato presbitero.

Novello sacerdote, avuto assegnato il compito di coadiutore parrocchiale, è stato affiancato a reverendo don Benedetto de Stefano (Portici, 16 marzo 1916 – San Giovanni a Teduccio, oggi quartiere di Napoli), giovane parroco della chiesa di Maria Santissima del Buonconsiglio e San Luigi a Portici.

Nel corso dell’anno 1952, è stato nominato parroco della chiesa di Maria Santissima della Libera, eretta «… al Corso Garibaldi 294, piccolo ma grazioso esempio di cappella privata della famiglia Rubinacci.»

Per quanto la chiesa fosse di piccole dimensioni, non si è perso d’animo e si è fatto promotore della ricerca di una soluzione, che potesse allo stesso tempo, accogliere meglio i sempre più numerosi fedeli e offrire più servizi al quartiere che nel frattempo cresceva con tutti i suoi problemi.

Così, nel 1966, ha dato avvio alla «… costruzione della Chiesa S.S. Redentore di Via Scalea, esempio moderno della cultura internazionale dell’arch. Aldo Loris Rossi.  La nuova chiesa lo vide impegnato con tutte le sue forze, fisiche ed economiche». Nel corso del suo ministero pastorale ha dato vivo impulso alla crescita morale e civile della comunità di fedeli a lui affidata. Particolarmente attento ai bisogni dei più deboli, non si è limitato solo a curarne lo spirito, ma ne ha anche condiviso le più impellenti necessità materiali.

Sensibile ai problemi della gioventù, in seno alla parrocchia ha fondato una scuola primaria peri bambini del quartiere; un oratorio per i ragazzi; ha incoraggiato la formazione di gruppi scout. Impegnando i giovani con continue attività culturali, ludiche e sportive, ne ha curato la crescita civile e religiosa. Inoltre, nello svolgimento del suo apostolato, si è dato cura di seguire la formazione di molti  giovani leviti porticesi e non. Alla cura della comunità parrocchiale, protrattasi ininterrottamente per ben trentasette anni, ha alternato con pari intensità e impegno l’insegnamento della religione agli studenti di alcune classi del Liceo Scientifico Filippo Silvestri di Portici.

Di lunedì 16 ottobre 1989, nella sua abitazione al corso Giuseppe Garibaldi in Portici, il reverendo parroco Raimondo Di Gennaro ha chiuso la sua esistenza terrena.

I suoi funerali, sono stati celebrati sul sagrato della chiesa parrocchiale del Santissimo Redentore, in via Scalea, alla presenza di molti sacerdoti e numerosi fedeli parrocchiani,.

Il sacro rito funebre è stato presieduto da sua eccellenza monsignor Agostino Vallini (Poli, Roma, 17 aprile 1940), vescovo ausiliare di Napoli, suo vecchio compagno di studi.

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2 pensieri riguardo “Figli di Portici famosi: don Raimondo Di Gennaro

  • 26 Novembre 2020 in 13:56
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    buonasera, si potrebbe ricevere una stampa originale di questo articolo,
    ovviamente pagando?
    sarebbe gradito per mio zio grande amico di don Raimondo.

    Rispondi
    • 26 Novembre 2020 in 17:25
      Permalink

      Buonasera. Basta mettere il link dell’articolo su di una chiavetta e farlo stampare in cartoleria. Purtroppo lavoriamo solo online.

      Rispondi

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