Il Racconto, Lungo la traiettoria

di Giovanni Renella

Correva veloce, lungo la traiettoria tracciata.

Era partito di impulso, senza neanche valutare gli effetti che avrebbe provocato al suo arrivo.

Adesso desiderava solo di riuscire a percorrere, il più velocemente possibile, il tragitto che lo separava dall’obiettivo finale.

Durante lo spostamento ebbe il tempo di riflettere  sulle motivazioni per cui era stato indotto a muoversi.

Quello stato di cose lo aveva sopportato a lungo, troppo a lungo, al di là di ogni limite.

Per anni era stato costretto all’immobilità, perché lei ancora voleva provare a credere a quelle fumose promesse di redenzione che, puntualmente, non si realizzavano.

Così era rimasto lì, fermo, risucchiato all’indietro dall’estremo tentativo di una donna tradita che non voleva arrendersi all’evidenza dei fatti e tentava di recuperare l’irrecuperabile.

Si era riproposto più e più volte, pur di toglierla da quell’umiliante situazione, ma non era riuscito a spuntarla.

Il ricordo di quello che lei aveva creduto essere un grande amore e il desiderio di provare a farlo rivivere, dando una nuova chance a chi ormai non meritava più alcuna considerazione, lo avevano sempre frenato.

Ma in cuor suo sapeva, conoscendo il fedifrago, che presto o tardi gli avrebbe reso la pariglia.

L’occasione gliela fornì l’ennesimo tradimento di lui, sorpreso a palpeggiare la sua ultima fiamma nell’ufficio trasformato in alcova.

Colto alla sprovvista, non fece neanche in tempo a provare ad accampare una scusa plausibile: lo sputo della moglie, seguendo una traiettoria lineare, lo raggiunse in pieno viso, ferendo a morte il suo ego.

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