Le Terme di San Teodoro di Villamaina

Il territorio della Campania racchiude tesori poco conosciuti: l’antico comune Villamaina con le sue Terme di San Teodoro sono uno dei tanti esempi

VILLAMAINA  (AV) – Bagnata dal fiume Fredane, la cittadina irpina racchiude un tesoro di storia, arte e natura benefica. Villamaina affacciata sulla Valle dAnsanto, cantata come bocca dell‘Inferno nell’Eneide di Virgilio, dove si celebrava il culto della dea Mefite.

Tra i suoi cittadini illustri, Villamaina annovera il botanico Giovanni Gussone (1787 – 1866), cui venne intitolato il parco superiore della Reggia di Portici.

Allievo di Michele Tenore, il Gussone nell’area della Mefite individuò una pianta legnosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae, una ginestra, oggi conservata nell’Orto Botanico di Napoli. Il Tenore identificò questa ginestra come Genista Anxantica Ten, sottolineando la provenienza dalla Valle dell’Ansanto.

A Villamaina, oltre alle testimonianze di epoca romana, grazie alla prossimità alla via Appia Antica, nell’ 800 furono rinvenuti resti di edifici romani con pavimenti a mosaico – si trovano tracce delle dominazioni normanna e longobarda.

Nel ‘400 Villamaina era governato dalla famiglia Caracciolo, e nel secolo successivo Annibale Caracciolo venne nominato padrone della cittadina irpina. Quest’ultimo trasformò Villamaina in cittadella fortificata. In seguito i Caracciolo da baroni divennero duchi di San Teodoro, fino all’800. L’Arco civico ancora esistente era la porta di ingresso alle mura del palazzo ducale. L’ultima stirpe nobiliare presente è stata quella dei conti Sanfelice.

Villamaina si divide in 36 contade, la più nota delle quali è quella dei Bagni, dove si trovano le Terme di san Teodoro, conosciute sin dai tempi per le proprietà terapeutiche. Nei dintorni dell’abitato si trovano significative testimonianze medievali, come antichi mulini a acqua e la Taverna sull’antica via Domizia.

Il suo territorio è ricco di acque: di notevole interesse anche la fonte di località Formulano, risalente all’epoca romana.

Dopo anni di abbandono le Terme di San Teodoro sono state restaurate e recentemente riaperte, grazie all’impegno dell’associazione Onlus Pabulum.

Il Comune di villamaina ha appoggiato appieno questa iniziativa in convenzione con l’ASL territoriale, istituendo anche un servizio navetta gratuito.

Nella classificazione italiana delle acque minerali quelle delle Terme di San Teodoro vengono definite solfato – bicarbonato – alcalino – terrose, solfuree, ricche di anidride carbonica.  La loro temperatura alla sorgente è di 28°C. L’azione locale delle acque si manifesta in particolare sull’apparato attraverso il quale lo zolfo viene assorbito:

  • sulla pelle (balneoterapia): le acque solfuree esercitano un’azione cheratoplastica e cheratolitica;
  • sulle mucose dell’apparato respiratorio (cure inalatorie): le acque solfuree esercitano un’azione anticatarrale, antiflogistica e stimolante del trofismo;
  • sull’apparato digerente: (idropinoterapia): azione stimolante del trofismo.

L’azione generale è tuttavia in rapporto alla qualità di zolfo assorbito complessivamente attraverso le varie vie.Oltre a ciò le acque termali vengono utilizzate anche per le altre caratteristiche che agiscono:

  • sul sistema circolatorio;
  • sull’apparato locomotorio (cure termiche e galleggiamento).

Fra le benefiche complesse azioni generali esercitate dalle acque minerali solfuree sono da ricordare in particolare:

  • azione tonico-sedativa sul sistema neurovegetativo;
  • azione benefica nelle malattie croniche articolari;
  • azione disintossicante;
  • azione benefica sul sistema endocrinico;
  • azione antiallergica;
  • azione benefica sul metabolismo.

L’associazione no-profit Pabulum, nata nel 2015 per volontà delle biologhe nutrizioniste Katya Tarantino e Giulia Corrado e della dottoressa Graziella Di Grezia, promuove campagne di informazione mirate alla sensibilizzazione dei cittadini sulla cultura della prevenzione e della salute.

Pabulum significa cibo, ma anche nutrimento dello spirito: le tre professioniste decisero di mettere in campo le loro competenze, capacità ed impegno: il target dell’Associazione è anche quello di stimolare un’attività fattiva e critica fornendo informazioni sul sistema sanitario, sulle malattie e loro cure, sulle scoperte scientifiche attraverso l’approfondimento e la revisione delle notizie divulgate da Stampa e Istituzioni.

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