Si quæris miracula

Un testo sorprendente in un latino ecclesiastico medievale lapidario, sentenzioso, ma scorrevole e di facile comprensione: Si quæris miracula

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella sala San Massimiliano Kolbe, interna al settecentesco chiostro del convento di Sant’Antonio di Padova, al civico 74 di via dell’Università della Portici règia, alle ore 20 di domenica 5 giugno, si terrà un tavolo di lavoro sul tema: Ufficio ritmico di Sant’Antonio – Giuliano da Spira sec. XIII Canto gregoriano e analisi melodico-formale.

A scopo didattico, sottolineiamo che Uffici ritmici, ancora oggi, sono detti quegli uffici del breviario scritti in versi e molte volte, anche in rima, risalenti fin dal X secolo. Primo compositore di tali brani, è stato fra Giuliano da Spira, francescano del XIII secolo, autore anche del celebrato Vita e Ufficio Ritmico di San Francesco d’Assisi.

Il frate minore poeta-musicita ha composto l’Ufficio su commissione dei superiori dell’Ordine.

Con … un testo sorprendente, in un latino ecclesiastico medievale lapidario, sentenzioso, ma scorrevole e di facile comprensione, avvolgendolo in un contesto di autentica ed eroica epopea, l’autore ha narrato molti episodi e situazioni della vita del Santo dei miracoli.

Parte integrante dell’Officium rhythmicum s. Antonii, è il responsorio Si quaeris, una preghiera di lode in onore del Santo miracoloso, cantato ogni martedì, in molte chiese nel mondo intero.

Secondo la tradizione popolare è in particolar modo recitato al fine di recuperare non solo le smarrite cose spirituali, come fede e speranza, ma anche le perdute banali cose materiali.

Di seguito, ne riportiamo la doppia versione, l’originale in lingua latina e la relativa traduzione in lingua italiana:

Si quæris miracula

mors, error, calamitas,
dæmon, lepra fugiunt,
ægri surgunt sani.

Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.

Pereunt pericula,
cessat et necessitas;
narrent hi, qui sentiunt,
dicant Paduani.

Glória Patri et Filio et Spíritui Sancto.
Sicut erat in princípio,
et nunc et semper

et in sæcula sæcolorum.

Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani
.

Amen.

Se cerchi i miracoli


ecco messi in fuga la morte, l’errore, le calamità e il demonio;
ecco gli ammalati divenir sani.

Il mare si calma, le catene si spezzano;
i giovani e i vecchi chiedono

e ritrovano la sanità

e le cose perdute.

S’allontanano i pericoli,

scompaiono le necessità:
lo attesti chi ha sperimentato la protezione del Santo di Padova.


Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio

e ora e sempre,

nei secoli dei secoli.Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.

Amen.

 

Due relatori d’eccezione: il maestro padre Gennaro Becchimanzi ofmconv e la dottoressa Maria Di Luglio, narreranno come fra Giuliano da Spira, … su uno sfondo e con un linguaggio biblico-liturgico-agiografico, nel suo componimento in versi, steso verso l’anno 1235, ha delineato con rigore le fattezze spirituali di sant’Antonio.

Organizzato dalla comunità francescana del convento di Sant’Antonio, quale tappa dell’ideale percorso di preparazione alla prossima festività liturgica del Santo taumaturgo, l’incontro si prefigge la finalità di diffondere la conoscenza delle opere destinate all’uso liturgico. Pertanto, invita i devoti al Santo, i fedeli parrocchiani, i cittadini e quanti siano appassionati di musica sacra, a prendervi parte.

Si ricorda che la partecipazione all’incontro è del tutto libera e gratuita.Della vita di fra Giuliano da Spira, primo musicista francescano, si hanno solo scarse e frammentarie notizie.

Denominato Speyer (italianizzato Spira) perché nato nei pressi di Speyer, città sulla riva del Reno, nella Renania Palatinato, in Germania, ha vissuto per lungo tempo a Parigi presso la corte reale, quale maestro di canto nel Palazzo del re di Francia.

Entrato nell’Ordine dei Frati Minori prima del 1227, ha lasciato la vita terrena verso il 1250, morendo in concetto di santità.

 

 

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