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Storie di ordinaria violenza

di Antonio Vitale

NAPOLI –  Al PAN in via de’ Mille  sabato 4 febbraio si è svolto l’incontro di presentazione del libro di Fortunato Calvino Teatro, Bulzoni Editore.

L’evento, organizzato dalla associazione Donne a testa alta, è stato incentrato sul tema della violenza contro le donne. La discussione si è sviluppata prendendo spunto dall’opera teatrale Ordinaria Violenza contenuta nello stesso libro.

Al dibattito sono intervenuti Nino Daniele, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Giulio Baffi, critico teatrale del quotidiano Repubblica, Stefano De Stefano, giornalista e docete, Elena Coccia, avvocato penalista.

La serata è stata inframmezzata da momenti di recitazione attraverso la lettura di brani tratti da Teatro a cura di Salvatore D’Onofrio, Rosa Fontanella, Antonella Morea, Rita Montes, Gioia Miale, Carlo Liccardo, Valeria Vaiano.

Il testo di  Teatro ruota su difficili rapporti di coppia: si parla di debolezza e di amori impossibili, di conflitti che in qualche caso sfociano nella violenza.

Valeria Vaiano

In particolare il secondo brano declamato dall’attrice Valeria Vaiano riguardava una donna oggetto di violenza da parte del suo “uomo” che tentava di nascondere ad un’altra donna i segni delle percosse, li giustificava come urti accidentali. Un monologo significativo e profondo che ha focalizzato la sudditanza psicologica che talvolta si instaura in uno dei componenti la coppia.

L’autore Fortunato Calvino ha sottolineato: «Scrivere di una condizione così diffusa mi sembrava opportuno e necessario, un atto di giustizia verso le vittime di tanta violenza. Una scrittura che si fa carne martoriata, offesa, uccisa. Un monito, una speranza, una presa d’atto nata per suscitare emozioni. Leggendo questo lavoro ci si imbatte in una scrittura impavida, priva di mediazioni borghesi, tesa a proteggere queste figure fragili, a far nascere in loro quel desiderio/dovere di riscossa in grado di restituire la dignità stuprata. Il loro si pone come esempio per quelle generazioni di giovani madri del terzo millennio in diritto di vivere il proprio amore libere dall’ombra di un sole nero che ne offende l’identità.

Scrivo un testo sulla donna violentata e umiliata, su quella violenza più che mai presente nella nostra tecnologica società dei consumi, sulla rabbia che quotidianamente l’uomo riversa sulla propria compagna vissuta come la “discarica” di tutte le sue frustrazioni, su l’uomo che massacra di botte la donna, che la sottomette a sé fisicamente e psicologicamente. Questa storia la dedico a tutte le donne vittime della cieca violenza dell’uomo. A mia madre».

Nella presentazione del proprio libro Teatro  Fortunato Calvino lascia dunque intendere quanto sia coinvolto emotivamente ed umanamente in una problematica purtroppo tanto diffusa nella società contemporanea.

A conclusione della serata la dottoressa Raffaella Martusciello, consigliera di Donne a Testa Alta, ha confermato l’impegno della associazione nel dialogare con istituzioni ed altre associazioni su questo tema in occasione di prossimi incontri che si terranno per affrontare il fenomeno sociale che coinvolge ancora troppe donne, così da poterle  aiutare a combattere il mostro della violenza, ad uscire da quelle situazioi da incubo e, soprattutto, non lasciarle sole.

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