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Albicocca Vesuviana IGP, verso il riconoscimento europeo

Sala Cinese della Reggia, il pubblico accertamento sancisce l’approvazione del Disciplinare di Produzione dell’Albicocca Vesuviana, frutto simbolo della biodiversità e delleccellenza frutticola del territorio vesuviano

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Tra le seducenti pareti della settecentesca Sala Cinese della ex Reggia borbonica, oggi cuore pulsante del Dipartimento di Agraria afferente all’Università degli Studi di Napoli Federico II, lo scorso giovedì 16 luglio si è tenuta la riunione di pubblico accertamento, tendente alla verifica della rispondenza della disciplina proposta ai metodi locali e la rispondenza ai metodi leali e costanti previsti dal reg Ue 1143/2024.

Un incontro, punto nodale dell’iter istruttorio tra Assessorato all’agricoltura della Regione Campania e Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), convocato nell’ambito della fase nazionale delle procedure di registrazione, modifica del disciplinare e cancellazione delle DOP e IGP dei vini e dei prodotti agricoli, nonché delle STG dei prodotti agricoli, finalizzato alla lettura e all’approvazione del testo del Disciplinare di Produzione della Indicazione Geografica Protetta Albicocca Vesuviana.

Un atto steso dal Comitato promotore, con la consulenza di Italo Santangelo, allo scopo di ottenere il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per l’Albicocca Vesuviana e la relativa iscrizione del prodotto tra le eccellenze agroalimentari tutelate e garantite dal marchio europeo.

Numerosissimi i partecipanti alla fase conclusiva del pubblico accertamento: storici operatori della filiera frutticola: Angrisano di Somma Vesuviana, Imperato di Portici, altri; tecnici agrari; rappresentanti delle organizzazioni professionali di categoria: Coldiretti Napoli, Confagricoltura Napoli, Cia, Copagri Campania; del mondo scientifico e della ricerca: Raffaele Pennacchio e Chiara Cirillo, docenti del Dipartimento di Agraria della Federico II; i rappresentanti delle Istituzioni: Masaf: Armando Morelli e Beatrice Bernabei;  Parco Nazionale del Vesuvio:  Raffaele De Luca; Regione Campania: Luciano D’Aponte ed Emiddio De Franciscis di Casanova; Amministrazioni dei sedici Comuni ricadenti nel territorio di produzione; Gruppi di Azione Locale – GAL Vesuvio Verde: Biagio Simonetti.

In apertura lavori, Clementina Iervolino, presidente del Comitato promotore per la registrazione del marchio IGP Albicocca Vesuviana, costituito nel marzo del 2025, ha sottolineato quanto i produttori, nel rispetto della tradizione e delle buone pratiche agricole, tendano … a esaltare la biodiversità varietale esistente e la sostenibilità del processo produttivo.

Nei loro interventi, i relatori non solo hanno parlato di regole da rispettare, del disciplinare da approvare e adottare, della storica presenza del frutto nell’areale vesuviano e della sua tradizionale coltivazione, della sua tutela fitosanitaria, ma e soprattutto hanno parlato del suo futuro, relativamente alla sua valorizzazione e sua affermazione nei mercati. Perché dietro questo riconoscimento non c’è solo un nome da registrare, ma un’economia da sostenere e una tradizione da proteggere.

Conclusi gli interventi, il disciplinare di produzione proposto dal Comitato promotore è stato coralmente accolto senza eccezione alcuna.

L’assessora regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, intervenuta ai lavori, ha poi dichiarato: Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto nel corso della riunione di pubblico accertamento per il riconoscimento del marchio IGP dell’Albicocca Vesuviana. La distintività del prodotto e le sue peculiari caratteristiche organolettiche sono state riconosciute da tutti i partecipanti e il disciplinare predisposto dal Comitato promotore è stato accolto senza osservazioni significative.

Ultimata favorevolmente questa fondamentale tappa del percorso amministrativo, il Masaf provvederà alla pubblicazione del Disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale e, una volta, completata la fase istruttoria nazionale, trasmetterà tutta la documentazione alla Commissione europea, alla quale è demandato il compito di esprimersi sull’approvazione definitiva del riconoscimento IGP.

Con il termine Albicocca Vesuviana è indicato un insieme di oltre quaranta diversi biotipi tutti originari dello stesso luogo.

Il Disciplinare, quindi, all’articolo 2 Caratteristiche del prodotto recita: L’Indicazione Geografica Protetta «Albicocca Vesuviana» designa i frutti della specie Prunus armeniaca L., riconducibili esclusivamente a varietà di origine locale.

Le cultivar ammesse sono (per epoca di maturazione):

  • Precoci: Ceccona, Vitillo.
  • Media maturazione: Cafona, Acqua di Serino, Prete, Portici, Pellecchiella.
  • Tardive: Boccuccia liscia, San Francesco, Baracca

La coltivazione è attualmente estesa a tutto il territorio dell’area vesuviana, dove infatti è nota la particolare fertilità dei terreni di natura vulcanica, ricchi di minerali e in particolare di potassio.

Il Disciplinare, perciò, all’articolo 3 Zona di produzione identifica: La zona di produzione dell’I.G.P. «Albicocca Vesuviana» comprende l’intero territorio amministrativo dei Comuni di: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Trecase, tutti ricadenti nella Città metropolitana (Provincia) di Napoli.

 

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