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Filiera alimentare, tutela del Made in Italy

Provvedimento storico su reati agroalimentari Made in Italy: finalmente si sancisce la centralità economica, cultural e sociale delle produzioni

Nel giorno dedicato al Made in Italy, un passaggio atteso da anni diventa finalmente realtà: la riforma sui reati agroalimentari viene approvata, segnando un momento che molti definiscono storico per la tutela delle produzioni italiane.

Secondo quanto dichiarato dall’onorevole Marco Cerreto, Capogruppo in Commissione Agricoltura, il nuovo impianto normativo nasce dall’esigenza di contrastare fenomeni sempre più complessi come agromafie e agropirateria, sistemi criminali che oggi muovono miliardi e operano con tecnologie avanzate su scala globale. Le norme precedenti, pensate per un’altra epoca, non erano più sufficienti: sanzioni troppo leggere, strumenti inadeguati, frodi che rendevano più del rischio di essere scoperti.

Il provvedimento, frutto di un percorso iniziato nel 2015 e portato a compimento dall’attuale Governo, riconosce l’agroalimentare italiano come bene strategico nazionale. Introduce nuove fattispecie penali — dalla frode alimentare al commercio con segni mendaci — colpendo pratiche come l’italian sounding e l’uso fraudolento dei marchi. Nasce anche una cabina di regia a cura del MASAF, pensata per coordinare i controlli e rendere più efficace la rete di vigilanza.

Per Rosario Lopa, Portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e il Turismo, questa riforma sancisce finalmente la centralità non solo economica, ma anche culturale e sociale delle produzioni agricole italiane. Lopa richiama l’attenzione su un punto cruciale: la necessità di etichette più chiare e trasparenti, perché solo un consumatore informato può scegliere consapevolmente e difendersi da concorrenza sleale e informazioni ingannevoli.

La legge introduce inoltre un sistema di sanzioni più proporzionato, legato al fatturato delle imprese, per evitare che piccoli produttori e grandi multinazionali vengano trattati allo stesso modo. Vengono rafforzate le tutele per le Indicazioni Geografiche, con pene più severe per chi contraffa DOP e IGP, e introdotta la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere i reati.

Una novità significativa riguarda la destinazione dei prodotti sequestrati ma commestibili: dovranno essere distribuiti a enti territoriali, associazioni caritative o strutture che si occupano di animali abbandonati, ampliando così la funzione sociale della legge.

Il provvedimento interviene anche su settori specifici:

  • la filiera bufalina, con una piattaforma nazionale per tracciare il latte e prevenire frodi;
  • il comparto della pesca, con un sistema sanzionatorio ripensato per essere più efficace e proporzionato all’impatto ambientale.

 

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