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«Il refuso è arte». Lo Stato Pontificio di Ivan Pozzoni

Rocco Campese legge Ivan Pozzoni e smonta le derive della pseudo‑arte contemporanea, rivendicando la poesia come gesto libero, radicato e autentico

di Rocco Campese

La “costante” di Ivan Pozzoni è la passione, la forza, l’impeto con cui “stampa” indelebilmente i suoi pensieri su carta. Pozzoni trascina via tutti gli orpelli che ormai “ammorbano” l’Eden della cultura. Spazza via l’albero del bene e del male su cui tanti pseudo-colti cercano di elevarsi e, non avendo radici, il vento li porta via. Parto dall’ultima postilla del suo messaggio, che è un secco taglio sull’affermazione: “Il refuso è arte”: siamo allo sbando.

Per il passato si è tentato di far passare come arte poetica il comporre creando con le parole uno scritto a forma di bottiglia, di damigiana ecc., corrente che non viene menzionata neanche come aberrazione culturale: svanita nel nulla.

Anche oggi va di moda il “Grammelot”, arte senz’anima, o l’“Haiku”, camicia di forza in cui costringere il verso. Dal pregevole scritto di Ivan Pozzoni noto l’acuta analisi tra le varie denominazioni artistiche che si confrontano oggi: modernismo, tardo-modernismo, iper-modernismo e chi più ne ha più ne metta, un approccio troppo variegato per una esatta definizione di arte e di critica. Si rischia di trovare un assemblaggio degno di un Frankenstein culturale.

La poesia non si pone un fine, altrimenti diventa filosofia, analisi, ma non un frutto dell’animo da gustare a pieno respiro.

C’è un metodo: riesaminare e ri-gustare quelle opere che hanno sfidato il tempo e le mode e sono tutt’ora vive travolgenti: basta leggere un attimo l’Anonimo del Sublime. Alla base di tutto c’è la spontaneità, il lasciar correre lo spirito come un cavallo nella radura senza staccionate e redini. Emerge dallo scritto di Pozzoni il suo spirito penetrante, la forza dirompente, una passione calda: immergetevi per un istante, mentalmente, nella natura silente della campagna, nell’osservare bimbi che giocano senza coscienza del tempo e del perché, ed a questo lavoro immane, “Lo Stato Pontificio”, sfogo incontenibile, testimone dell’amore per un’arte vera e sentita: farete seguire tanti diademi del vostro animo, un autentico capolavoro che si assiderà alla corte degli immortali.

 

Ivan Pozzoni, Lo Stato Pontificio, Edizioni Divinafollia, 2026, p.58, 12€

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