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Agraria, inaugurate le nuove infrastrutture per l’agricoltura del futuro

L’Università Federico II potenzia il Dipartimento di Agraria con il piano “AgriForward”: supercalcolo, robotica e laboratori all’avanguardia per la sfida della sostenibilità alimentare

PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nel Parco Gussone della reggia borbonica, sede del Dipartimento di Agraria, nella mattinata del 29 maggio sono state inaugurate nuove infrastrutture dedicate alle tecnologie di frontiera, pensate per affrontare le sfide globali della sicurezza alimentare e del cambiamento climatico. Il Dipartimento dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha presentato cinque strutture di ricerca che segnano un’evoluzione decisiva nella capacità scientifica del polo porticese.

Il piano AgriForward – Il futuro prende forma ridisegna la sede federiciana di Portici trasformandola in un laboratorio vivente d’avanguardia. A illustrarlo, nell’Aula Bosco, sono stati il Rettore Matteo Lorito e il Direttore del Dipartimento di Agraria Danilo Ercolini.

Tra le innovazioni più significative emerge GERMINA, il nuovo centro di supercalcolo che mette a disposizione un’infrastruttura ad alte prestazioni capace di gestire enormi quantità di dati e di supportare modellistica, simulazione e applicazioni di intelligenza artificiale. L’obiettivo è trasformare informazioni e conoscenze in soluzioni concrete per l’agricoltura del futuro.

Accanto a GERMINA prende forma INVISIBILE, il Centro di Microscopia Avanzata progettato per sostenere la ricerca multidisciplinare nelle scienze della vita, dei materiali e dell’ambiente. L’infrastruttura integra tecnologie di microscopia, imaging ottico, chimico e tridimensionale, consentendo di analizzare sistemi complessi su scale diverse, dalla superficie alla struttura interna fino al livello nanometrico. INVISIBILE permetterà di rendere osservabile ciò che normalmente sfugge allo sguardo, trasformandolo in dati, conoscenza scientifica e innovazione.

Nel Parco Gussone si sviluppa anche GAIA, una piattaforma diffusa composta da ecotroni, camere climatiche e serre. È pensata per studiare gli effetti degli stress abiotici e biotici sulla fisiologia delle piante e sulle loro interazioni con microrganismi e insetti, in contesti climatici differenti e a vari livelli di complessità. La piattaforma comprende sei serre per un totale di 1.530 metri quadrati, dotate di sistemi avanzati di gestione idrica e climatica; otto camere climatiche walk‑in capaci di simulare condizioni ambientali molto diverse; e cinque ecotroni con cilindri di suolo di varie dimensioni, progettati per riprodurre ecosistemi terrestri semplificati e indisturbati. Una delle serre, TECNA, ospita inoltre una piattaforma avanzata di fenotipizzazione digitale.

Il Rettore Lorito ha sottolineato: Agraria è un Dipartimento che ha la capacità straordinaria di mettere insieme diverse ‘funzioni’: quella accademica, si tratta di un Dipartimento di Eccellenza, quella didattica, che ha 150 anni di storia, e la terza missione che qui si declina in un modo particolare perché oltre a mantenere vivo un sito storico crea la condizione unica di incontrare qui turisti, ricercatori, studenti, aziende, cittadini. Agraria, come altri Dipartimenti federiciani, è stato in prima linea nel PNRR. Siamo al centro dell’Italia in termini di tecnologie e utilizzo delle risorse. Oggi facciamo un salto evolutivo, un nuovo ecosistema nella ricerca e nella innovazione.

È stato inoltre potenziato il LAM | Laboratorio Analisi Multielemento, dedicato ad analisi multielementari e isotopiche e alla speciazione di elementi potenzialmente tossici in matrici ambientali e alimentari. Il rafforzamento, realizzato con fondi PNRR, consolida il ruolo del laboratorio come facility dell’Infrastruttura di Ricerca nazionale METROFOOD‑IT, riconosciuta dal PNIR tra quelle strategiche ad alta priorità. Le attività del LAM sono orientate alla ricerca applicata nei settori ambientale e agroalimentare, con particolare attenzione all’autenticazione e alla tracciabilità geografica di prodotti DOP e IGP.

Il Direttore Ercolini ha evidenziato: È un potenziamento e una ristrutturazione delle nostre infrastrutture. Per realizzare tutto ciò che abbiamo fatto c’è stato un impegno senza precedenti. Siamo un Dipartimento pieno di giovani ai quali dobbiamo assicurare di continuare a lavorare bene e mantenere questo livello di eccellenza. Questa è la chiave per proseguire il lavoro svolto.

A completare il quadro c’è Nexus, un ecosistema operativo dedicato alla ricerca agro‑robotica. La piattaforma nasce per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e per garantire sistemi alimentari resilienti, integrando tecnologie di ingegneria e biologia vegetale. Al suo interno operano sistemi avanzati di coltivazione controllata, con moduli aeroponici e idroponici gestiti da algoritmi predittivi che regolano nutrienti, illuminazione e temperatura per massimizzare la resa in spazi verticali.

Nexus si distingue per la presenza di due bracci robotici collaborativi di ultima generazione, progettati per eseguire attività agricole complesse come l’inoculazione, il trapianto e il monitoraggio dei parametri di crescita. L’intero complesso è alimentato da una copertura fotovoltaica da 16 kW che garantisce un funzionamento quasi completamente off‑grid, riducendo l’impatto ambientale e aumentando la resilienza energetica. A questo si aggiunge un sistema integrato di stampa 3D che permette la prototipazione rapida di supporti, canalizzazioni e strutture di sostegno, offrendo ai ricercatori la possibilità di testare e ottimizzare soluzioni su misura per la coltivazione verticale.

Con queste nuove infrastrutture, Portici si afferma come un hub scientifico capace di coniugare ricerca, innovazione e sostenibilità, proiettando l’agricoltura del futuro in un ecosistema integrato e multidisciplinare.

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