Società

Centro Ciro Colonna: rubate le opportunità ai ragazzi

Il furto della navetta del Centro Ciro Colonna sottrae a decine di giovani un’occasione di studio, inclusione e partecipazione quotidiana

CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nel cuore del quartiere Ponticelli, una ferita improvvisa ha attraversato la comunità del Centro Ciro Colonna: nella serata di martedì 5 maggio è stata rubata la navetta che ogni giorno accompagnava gratuitamente decine di ragazze e ragazzi. Un gesto che supera il semplice danno materiale, perché quel mezzo era molto più di un veicolo. Era un presidio silenzioso di inclusione, un ponte quotidiano verso la scuola, la cultura, la socialità, la possibilità concreta di immaginare un futuro diverso.

Acquistata grazie ai fondi della Fondazione Prosolidar, la navetta dei Maestri di Strada percorreva le strade del quartiere raccogliendo giovani provenienti da contesti fragili. Non offriva soltanto un passaggio: offriva un’occasione. Ogni tragitto diventava uno spazio di incontro, di dialogo, di crescita condivisa. Per molti, salire su quel mezzo significava raggiungere un luogo sicuro dove studiare, coltivare passioni, scoprire le discipline STEM, avvicinarsi alla sostenibilità ambientale e sentirsi accolti.

Da anni il Centro Ciro Colonna è un punto di riferimento educativo e sociale. I suoi laboratori artistici, i percorsi formativi, le attività contro la dispersione scolastica hanno costruito un linguaggio diverso da quello che spesso domina il racconto del quartiere, fatto di opportunità, presenza costante e fiducia nei giovani.

Per questo il furto assume un peso ancora più duro. Non è stato sottratto soltanto un mezzo di trasporto, ma uno strumento che garantiva l’accesso quotidiano alla formazione e alla comunità. È stata colpita un’idea di solidarietà concreta, costruita nel tempo grazie all’impegno degli educatori, volontari, famiglie e cittadini di Maestri di strada. Una ferita che riguarda l’intero territorio, perché quando viene danneggiato un presidio educativo, il colpo ricade su chi ogni giorno lotta contro marginalità e povertà culturale.

Nelle ore successive decine di messaggi, telefonate e gesti di vicinanza hanno raggiunto il Centro. Una solidarietà spontanea che racconta quanto questa realtà sia considerata preziosa da chi vive Ponticelli. Educatori, associazioni, residenti hanno espresso sostegno e disponibilità ad aiutare, trasformando la rabbia in volontà di reagire insieme.

Da questa mobilitazione nascerà un’assemblea pubblica, pensata non solo come momento di denuncia, ma come spazio collettivo di confronto e partecipazione. L’obiettivo è impedire che prevalga la rassegnazione. Difendere esperienze come quella del Centro Ciro Colonna significa difendere il diritto dei giovani ad avere luoghi di crescita, ascolto e formazione. Significa ricordare che nessun quartiere può essere lasciato solo e che la presenza educativa è uno degli strumenti più importanti per costruire futuro.

In territori complessi come Ponticelli, ogni laboratorio aperto, ogni attività gratuita, ogni pomeriggio trascorso insieme rappresenta un’alternativa concreta all’isolamento. La navetta rubata era parte di questo percorso: riduceva distanze culturali e sociali. Per molti ragazzi significava raggiungere uno spazio in cui sentirsi ascoltati, valorizzati, liberi di esprimersi.

Il furto non interrompe questo cammino. Il viaggio continua, perché la forza del Centro non risiede in un mezzo, ma nelle persone che lo animano ogni giorno. È nella rete di relazioni costruita nel tempo, nella determinazione degli educatori, nella volontà dei ragazzi di esserci nonostante tutto.

La strada più importante non è fatta di asfalto, ma di comunità, oggi ferita ma unita, a dimostrare che la speranza può resistere anche davanti ai gesti più amari. Ogni giovane che trova uno spazio di crescita rappresenta una vittoria per l’intero territorio.

 

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