Il Racconto, Malizia

Un’ accoppiata concupita dalle donne, con malizia esercitava, da sempre, un fascino seduttivo sugli uomini di ogni età …

di Giovanni Renella

Anche per loro la fine dell’estate, e l’arrivo dei primi freddi, segnava la ripresa dell’attività lavorativa.

Durante i mesi più caldi dell’anno, dopo qualche necessaria abluzione, erano rimaste stese al sole a dondolare, crogiolandosi in un dolce far niente che ne aveva rigenerato i tessuti, rendendoli più elastici e donando loro una rinnovata freschezza.

Mentre si preparavano a tornare in circolazione, si soffermarono a pensare ai tempi in cui si erano conosciute, stentando a ricordare da quanti anni, ormai, lavorassero in coppia.

Il connubio si era realizzato giocoforza, seguendo la legge non scritta che di necessità si debba fare virtù.

Concupite dalle donne, esercitavano, da sempre, un fascino seduttivo sugli uomini di ogni età.

La loro era una storia ricca di aneddoti, immortalata da foto e celebrata da sequenze di film e scene cult che avevano agitato il sonno di intere generazioni di maschi più o meno giovani.

C’era stato, poi, un tempo in cui avevano dovuto fronteggiare la concorrenza di soluzioni realizzate all’insegna della praticità, che molto, però, sacrificavano sotto il profilo estetico: entrambe avevano saputo resistere, sfoggiando l’aplomb tipico delle femmes fatales che, sempre padrone della scena, sanno come destreggiarsi e venir fuori anche dalle situazioni più intricate.

Avevano finito, così, col ritagliarsi una nicchia di mercato, riservata a una platea ristretta e sofisticata, in cui potevano agire indisturbate e al riparo da una concorrenza che tendeva, invece, a soddisfare esigenze di massa.

Considerate un po’ snob da tante, per la loro mancanza di senso pratico, o guardate addirittura con diffidenza dalle bizzoche, che le ritenevano uno strumento di perdizione, procedevano incuranti delle critiche, sfoggiando uno charme d’altri tempi.

Messe insieme dal bisogno dell’una di star su e dell’altra di avere una sua ragion d’essere nel sostenerla, la calza e la giarrettiera continuavano a esercitare, maliziosamente, il loro fascino seduttivo, a dispetto del trascorrere degli anni.

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.

Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017).

Nel 2017 ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” per i racconti bonsai.

Nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea.

Alcuni suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018).

Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni con cui ha vinto il Premio Speciale della Giuria al “Premio Letterario Internazionale Città di Latina”.

Nel 2020 alcuni suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Cento parole” e “Ti racconto una favola” entrambe edite dalla Casa Editrice Kimerik.

Con un racconto, pubblicato dalla Giovane Holden nel volume n.7 “Bukowski. Inediti di ordinaria follia”, è risultato finalista al Premio Bukowski 2020.

Sempre nel 2020, altre sue storie sono state selezionate e inserite nell’antologia “Io resto a casa e scrivo” edita dalla Kimerik.

Nel 2021 due sue favole sono state pubblicate nell’antologia “Ti racconto una favola 2021” ed. Kimerik.

A luglio 2021 un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia “Desiderio d’estate”, ed. Ensemble.

 

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