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Il recupero di Villa Sora

I risultati delle indagini archeologiche di Villa Sora – Campagna di scavo 2025–2026 presentati in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia

TORRE DEL GRECO | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – A Palazzo Vallelonga, in Corso Vittorio Emanuele, il Parco Archeologico di Ercolano venerdì 12 giugno si terrà una giornata di studi dedicata ai risultati delle indagini archeologiche condotte a Villa Sora (campagna di scavo 2025–2026).

L’iniziativa rientra nel programma delle Giornate Europee dell’Archeologia ed è realizzata con il patrocinio morale del Comune di Torre del Greco, in collaborazione con la Banca di Credito Popolare e con il Gruppo Archeologico Vesuviano.

L’incontro riunirà i protagonisti delle ricerche: il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), impegnati da anni in un lavoro congiunto di studio e tutela. I lavori, coordinati da Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo, si articoleranno in una sessione mattutina e una pomeridiana, aperte dai saluti istituzionali del Sindaco di Torre del Greco e dall’intervento del Direttore Generale Musei, Massimo Osanna.

Villa Sora è una delle realtà archeologiche più importanti – e al tempo stesso meno note – del litorale vesuviano. Si tratta dei resti di una grande villa marittima romana, costruita tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., affacciata direttamente sul mare e probabilmente appartenuta a una famiglia dell’élite romana. La residenza, monumentale e articolata su tre livelli, conserva ambienti produttivi, spazi residenziali e decorazioni di pregio.

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse parte della struttura e ne seppellì altre sezioni, cristallizzando un vero e proprio cantiere romano in corso. Nelle vicinanze si trovano anche i resti delle cosiddette Terme Ginnasio, forse collegate al complesso.

Nel novembre 2025 il Parco Archeologico di Ercolano ha avviato una nuova e approfondita campagna di scavi che ha prodotto risultati di grande rilievo. Le indagini hanno portato alla luce ambienti finora sconosciuti, decorazioni pittoriche di alta qualità e tracce di lavori edilizi ancora in corso al momento dell’eruzione del 79 d.C.

Tra le scoperte più significative spiccano affreschi con fondi scuri e fasce in rosso cinabro, eleganti aironi disposti attorno a un candelabro dorato e raffinate decorazioni del soffitto animate da ghirlande, grifi e dalla figura di un centauro.

Questo insieme di dati, ricco e articolato, offre una nuova prospettiva sulla vita della villa, sulle sue fasi costruttive e sul ruolo che essa svolgeva nel paesaggio costiero romano, restituendo complessità e profondità a un contesto ancora in parte da esplorare.

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