Il LIbro, Le belle di Inga Gaile
La pluripremiata scrittrice lettone Inga Gaile presenta Le belle, romanzo intenso sulla memoria, il corpo e l’identità femminile, edito in Italia da Mar dei Sargassi con traduzione di Margherita Carbonaro
di Stanislao Scognamiglio
PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella sala conferenze, al primo piano di Villa Fernades, con ingresso dal civico 144 di Via Armando Diaz in Portici, lunedì 26 ottobre con inizio alle ore 18, verrà presentato il libro del mese Le Belle.
Un lavoro della pluripremiata poetessa, scrittrice e drammaturga lettone Inga Gaile, pubblicato n Italia lo scorso 7 ottobre con la traduzione di Margherita Carbonaro dalla casa editrice Mar dei Sargassi edizioni per la collana Terranova.
per porgere i rituali saluti ai convenuti:
- Luca Manzo, assessore alla Cultura, all’Istruzione e alla Lettura a comune di Portici
- Antonio Capece, referente della Rete di Comunità Vesuviana
per dialogare piacevolmente con l’autrice:
- Antonella Renzullo, presidente della Tells Italy OdV
- Lugi Ciliberti, fondatore della cooperativa sociale Culturadice
- Alessandro Campaiola. Editore e giornalista freelance.
Nel corso della chiacchierata con l’autrice, le traduzioni saranno curate da Angela Carcatella.
Alle provette lettrici di Tells Italy saranno affidate le letture di alcune pagine scelte del romanzo presentato.
La traduzione dei dialoghi nel Linguaggio dei Segni, com’è solito, saranno a cura di Marianna Veronica Gaglione.
Il corrente appuntamento sarà allietato dai contributi artistici del duo Andrea Zucco e Sergio del laboratorio Napoli Guitar Orchestra.
Nel rivolgere l’invito alla cittadinanza a partecipare alla presentazione, l’organizzazione ricorda che l’accesso alla sala è a libero e del tutto gratuito.
Questa la sinossi del romanzo intenso e stratificato che attraversa il Novecento e arriva fino ai giorni nostri per interrogare il corpo, la memoria e l’identità femminile.
Al centro c’è Violeta, giovane lettone deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück durante la Seconda guerra mondiale.
Fin da bambina ha imparato che la sua bellezza è un capitale, una promessa di salvezza. Ma nel campo quella stessa bellezza diventa una condanna, quasi una colpa: espone, mette in pericolo, trasforma il corpo in oggetto di controllo e violenza. In un presente sospeso fatto di fame, punizioni e attese – come quella, estenuante, di restare in piedi per giorni interi – Violeta resiste aggrappandosi ai ricordi e ai fragili legami di solidarietà tra donne, unica forma possibile di umanità.
Accanto alla sua voce si intrecciano quelle di Magdalēna, nella Lettonia sovietica, e di Duks, giovane donna degli anni Novanta: tre epoche, tre destini, uniti da un filo invisibile che si rivela solo alla fine. Attraverso di loro, Gaile mostra come la storia continui ad agire nei corpi e nelle vite, e come il valore delle donne sia stato a lungo definito, controllato e distorto.
Tra memoria storica e riflessione contemporanea, “Le belle” racconta la brutalità dei sistemi di oppressione, ma anche la forza silenziosa delle relazioni femminili. Un romanzo potente e necessario sulla sopravvivenza, sulla dignità e sul significato della bellezza quando tutto sembra negarla.

