Cultura

Reggia di Portici, l’antico splendore del Piano Nobile

Restauro conservativo alla Reggia di Portici: completati i lavori nella Galleria e nelle sale dell’Appartamento del Re. Valorizzazione di un percorso museale nel cuore del Miglio d’Oro

Ritorna al suo antico splendore la Galleria del Piano Nobile della Reggia di Portici. La Città Metropolitana di Napoli ha completato il restauro conservativo della grande sala che attraversa il corpo centrale della Reggia, sospesa sopra la via dell’Università — l’antica via Regia per le Calabrie — con i suoi 250 m² di superficie, oltre 35 metri di lunghezza, 6 di larghezza e un’imponente altezza di 7 metri.

Il progetto ha interessato anche la Sala Cinese, la Sala degli Specchi, la Sala da Ballo e alcuni ambienti più intimi dell’Appartamento del Re, con l’obiettivo di ripensare i percorsi museali e restituire una lettura architettonica più chiara e coerente del piano nobile. È un nuovo passo avanti nella valorizzazione della Reggia, luogo simbolo del Miglio d’Oro, che progressivamente riacquista la sua identità originaria.

Il piano nobile riveste anche un valore storico particolare: tra il 1849 e il 1850 ospitò per sette mesi l’esilio di Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, assurse a temporaneo Soglio pontificio. A raccontare quei giorni è lo storico locale Stanislao Scognamiglio nel volume Portici papale, che ricostruisce la vita della corte pontificia all’interno della dimora borbonica.

L’intervento, condotto dalla Direzione Tecnica Patrimonio della Città Metropolitana e vigilato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, sarà presentato martedì 9 giugno alle ore 12 in una conferenza stampa con il Sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il Rettore della Federico II Matteo Lorito, il Direttore del Dipartimento di Agraria Danilo Ercolini, la Soprintendente Paola Ricciardi, il Consigliere metropolitano Antonio Sabino, la Dirigente dei Servizi Tecnici Patrimonio e il Direttore del MUSA Stefano Mazzoleni.

Il restauro si inserisce nella convenzione con l’Università Federico II, che prevede la progressiva liberazione delle sale del piano nobile dalle attività didattiche del Dipartimento di Agraria, per restituirle a un uso integralmente museale sotto la gestione del MUSA – Musei delle Scienze Agrarie.

Le opere hanno riportato alla luce le volumetrie originarie, oggi valorizzate da un nuovo sistema di illuminazione con faretti orientabili su binario, progettato per esaltare le qualità architettoniche senza alterarne la percezione. Sulle pareti, i restauratori hanno eseguito un accurato descialbo, consolidando e pulendo gli intonaci storici, recuperando quanto più possibile l’apparato pittorico settecentesco con stucchi, motivi floreali e architettonici che decenni di ridipinture avevano nascosto.

Particolare cura è stata dedicata anche al pavimento e agli infissi originali: le grandi ante in legno, smontate e trattate in un laboratorio allestito in loco, sono state pulite, consolidate, integrate nelle parti mancanti e riverniciate secondo le tonalità individuate tramite indagini stratigrafiche e , quindi, rimontate nelle posizioni originarie.

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