Figli di Portici famosi: il professor Domenico Casella

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Domenico Casella è nato a Cosenza, il 10 maggio 1898, da Luigi Casella e Raffaela Martucci.

Conseguito il diploma d’istruzione superiore, si è iscritto alla Regia Scuola Superiore d Agricoltura di Portici, dove, nel 1920, si è laureato in agraria, con pieni voti assoluti e lode.

Nello stesso anno, ha dato avvio alla carriera accademica come assistente alla Cattedra di arboricoltura.

Nel ruolo di assistente,  nelle due campagne granarie 1921 e I922, ha portato all’attenzione dei tecnici agrari «… un insetto, a noi sconosciuto, riscontrato per la prima volta in alcune partite di frumento attaccate da Sitotroga cerealella», volgarmente detta  Tignola del grano.

Nel 1923, dopo l’assistentato, è stato nominato  aiuto alla Cattedra di arboricoltura.

Per i suoi meriti scientifici, dal febbraio del 1924, è stato socio corrispondente dell’Accademia Cosentina e, dal luglio del 1925 è stato membro ordinario della Società dei Naturalisti di Napoli.

Nel 1926, conseguì la libera docenza in coltivazioni legnose a Portici, divenuto docente ordinario, è stato titolare della cattedra di Arboricoltura.

Nell’anno 1931, per concorso, ha assunto la direzione straordinaria della Regia Stazione Sperimentale di Frutticoltura e di Agrumicoltura di Acireale (Catania).

Dal novembre del 1931, è stato anche direttore del Regio Osservatorio Regionale di Fitopatologia di Acireale.

Dopo quattro anni di direzione straordinaria della Regia Stazione Sperimentale di Frutticoltura e di Agrumicoltura, nel 1935, ne ha rivestito l’incarico di direttore ordinario.

Rientrato a Portici come professore di ruolo, il 1° novembre 1935, ha assunto la titolarità della Cattedra di Coltivazione Arboree della Facoltà di Agraria della Regia Università di Napoli.

In tale veste, profondo conoscitore delle problematiche della frutticoltura meridionale, ha continuato «… l’azione di ammodernamento delle colture arboree e in particolare prodigandosi nel difficile processo di rinnovamento dell’agricoltura del Mezzogiorno, attraverso consigli ai coltivatori e sollecitazioni a uomini politici»

Nel novembre 1943, eletto preside, è stato alla guida della Facoltà di Agraria fino all’ottobre 1946. «… durante il tormentato periodo di occupazione della Reggia, utilizzata come sede del comando  degli Alleati e del parco, in cui furono raccolti pesanti mezzi militari».

Negli anni ’60 dello scorso secolo, direttore dell’Istituto di Coltivazione Arboree della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, illustre «… studioso di “frutta antica” e noto pomologo», ha particolarmente incrementato la collezione di dipinti tridimensionali, raffiguranti in modo accurato le varietà di frutta coltivate in Campania.

Negli anni 1964-1965, ha fatto  «… dipingere le pareti di una stanza dell’istituto,  con  decorazioni raffiguranti frutta e alberi, la cui eccezionalità risiede nel fatto che tali raffigurazioni riproducono fedelmente le pitture di frutta, foglie, piante ecc. presenti negli antichi dipinti di Pompei, Ercolano, Stabia e Oplonti;  Il suo interesse fu spiccatamente botanico-scientifico: egli affiancò sempre alla riproduzione del frutto raffigurato nel dipinto antico, la riproduzione del frutto attuale, della stessa specie e della stessa varietà».

La riproduzione pittorica della frutta che orna le pareti della stanza, detta Sala Pompeiana, è stata affidata «… al pittore Giuseppe Romano; questi già lavorava presso la facoltà di Agraria come tecnico della raffigurazione pittorica di frutta e di altri elementi botanici».

Inoltre 30 anni di attività di studioso e di sperimentatore, autore di numerosi pregevoli lavori scientifici, si è costantemente   «… impegnato  nella diffusione di una frutticoltura industriale sempre più specializzata e nel riordino e nello sviluppo delle nuove discipline che si affiancarono al suo corso di titolarità».

Il professor Domenico Casella muore in Portici, nella sua casa al viale Camaggio, il 30 giugno 1978.

2 Responses to Figli di Portici famosi: il professor Domenico Casella

  1. Biagio Gragnaniello ha detto:

    Questi sono personaggi da non dimenticare .mai anzi mettere al corrente ragazzi dalla terza alla quinta elementare e raccontare loro di questi grandi professionisti.

    • Tonia ha detto:

      Egregio signor Biagio, innanzitutto la ringraziamo per la cortese attenzione. Inoltre, condividendo la sua proposta, siamo ancor più stimolati a proseguire nell’iniziativa. Stanislao Scognamiglio

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