Diari di Caffè (s)corretto – La chat delle mamme di Giovanni Renella | 15
Diari di Caffè (s)corretto – La chat delle mamme di Giovanni Renella | 15
Tra compiti, regali alle maestre e messaggi a raffica, la chat delle mamme diventa il vero campo di battaglia dell’anno scolastico
di Giovanni Renella
La chat delle mamme
All’apertura dell’anno scolastico, fra orari provvisori e completamento dell’organico docenti, l’unica certezza su cui i genitori degli studenti possono fare affidamento è quella di essere stati inseriti d’ufficio nella “chat delle mamme”.
Anche se il politically correct esigerebbe che si chiamasse “chat dei genitori 1 o 2”, per essere neutri e includere le famiglie omogenitoriali, con due mamme o due papà (N.d.A. – mentre scrivo sto sudando nel tentativo di non offendere la sensibilità della comunità lgbt), ho deciso che, in questa mia incursione su di un tema così delicato, continuerò a definire “chat delle mamme” il circo delle comunicazioni di gruppo, tramite whatsapp, dei genitori degli alunni di una stessa classe.
Afflitte da incontinenza da connessione social, per alcune mamme del gruppo ogni occasione è buona per chiamare all’adunanza i membri della chat.
Si va dalla richiesta dell’assegno dei compiti per il giorno dopo, causa smarrimento del diario da parte del figlio distratto o un po’ impacciato, all’organizzazione della ricerca di gruppo sulla fotosintesi clorofilliana o al problema di matematica che non si riesce a risolvere (o meglio il figlio e i genitori non sanno risolvere): tutte incombenze che la mia generazione era abituata a risolvere in autonomia, senza l’intervento di mamma e papà, come era giusto che fosse.
Spesso e volentieri capita poi che le chat siano ingolfate da dilemmi degni dei migliori filosofi dell’antica Grecia, come dimostrano certe mamme in uno dei momenti topici dell’anno scolastico: la scelta/dilemma del regalo di Natale alle insegnanti!
Generalmente sono le rappresentanti di classe che, già a novembre, lanciano il sondaggio affidando al gruppo l’onore e l’onere delle proposte: e lì la fantasia delle mamme si scatena.
Si parte da un braccialetto griffato con ciondolo (“preferibilmente a forma di libro per restare in tema”), passando per una Smartbox benessere (“per risollevarle dallo stress causato dai nostri figli”), fino a giungere ad un bonsai (“da coltivare amorevolmente come fanno con i loro alunni”).
A quel punto si cominciano a fare un po’ di calcoli sulla spesa e la mamma che ha più figli in classi diverse fa presente che alcuni di quei regali le costerebbero troppo.
Un altro membro del gruppo, allora, interviene in soccorso dell’amica ridimensionando a “regalino” il cadeau di Natale per le ignare docenti; il che, però, scatena il risentimento delle mamme iper-impegnate di turno, grate alle insegnanti che “trattengono” a scuola, cinque ore al giorno, i loro figli, liberandole dall’incombenza di doversene occupare.
In un attimo i messaggi cominciano a sovrapporsi a una velocità tale che gli smartphone si surriscaldano.
Tra le mamme contrarie alla spesa eccessiva e quelle che non vogliono sfigurare e tengono alto il budget, la chat si trasforma in un campo di battaglia degno di “Braveheart”.
Fra le due fazioni opposte che si sono ormai create, sibilano frecciatine aggressive, citazioni sulla generosità e l’avarizia sparate come colpi di cannone, fino a giungere a velate minacce di reciproca diserzione dalle future feste di compleanno.
Intanto una mamma, distogliendo per un attimo lo sguardo dallo schermo del cellulare, si accorge che fuori è diventato buio e, timidamente, propone una tregua: “se ne può riparlare domani, vis-à-vis, all’uscita da scuola?”
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Giovanni Renella, nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.
2017 – Pubblica una prima raccolta di short stories, intitolata “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui vince il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (Albissola), riceve una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (Roma) ed è fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (Viareggio).
Vince il premio “A… Bi… Ci… Zeta” (Minturno) per i racconti bonsai.
2018 – Finalista alla prima edizione del Premio Letterario Cavea (Genzano di Roma).
Le antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed.) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed.) pubblicano due suoi racconti
2019 – Pubblica la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni con cui vince il Premio Speciale della Giuria al “Premio Letterario Internazionale Città di Latina”.
2020 – Le antologie “Cento parole”, “Ti racconto una favola”, “Io resto a casa e scrivo” edite dalla Kimerik pubblicano alcuni suoi racconti.
Finalista al Premio Bukowski 2020.
2021 – Pubblica due favole nell’antologia “Ti racconto una favola 2021” ed. Kimerik.
Pubblica un racconto nell’antologia “Desiderio d’estate” ed. Ensemble.
2022 – Alcuni dei suoi racconti sono pubblicati dalla Rudis Edizioni nelle raccolte “Storie d’estate”, “Pianeta favole” e “Storie di Natale” e dalla casa editrice Historica nel volume “Storie e leggende di Natale”
2023 – Ivvi editore pubblica un suo racconto nel volume “Scrittori italiani. Libro blu” per la Collana Coralli
Historica Edizioni pubblica due suoi racconti nei volumi “Favole e fiabe 2023” e “Racconti estivi”
Ensemble Edizioni pubblica un suo racconto nell’antologia “Venti23 – Un’altra estate”
Historica Edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Storie d’amore 2023”
2024 – Esce un suo racconto nel volume “Favole e fiabe” edito da Historica
Pubblica la raccolta di racconti “Trame diverse” edito da Narrazioni Clandestine
2025- Historica edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Favole e fiabe”
Con Rudis Edizioni pubblica un racconto nell’antologia “Fiabe e fantasy”
Cliccando su questo link https://wp.me/p60RNT-3Zh puoi trovare i racconti pubblicati da Giovanni Renella sulle nostre pagine

Purtroppo, come spesso capita, ogni innovazione positiva ha il suo verso negativo. Da ottimo mezzo per mantenersi aggiornati sulla vita scolastica dei figli, la chat a poco a poco è diventata la succursale dei pettegolezzi che un tempo si facevano fuori al bar nei pressi della scuola e noi a domandarci: Ma queste mamme non hanno niente da fare? E ovviamente molto da dire!
Mi sono divertito troppo a leggere il tutto…. perfettamente descritto.Ho vissuto esattamente le scene con il sorriso che mi ha accompagnato fine alla fine.Grande Giovanni!