Pozzuoli 2028: l’arte come atto pubblico
Una candidatura che riparte dalla città e dalle sue ferite dopo il silenzio seguito agli eventi di luglio. Pozzuoli si ripropone ufficialmente a Capitale italiana dell’Arte contemporanea https://wp.me/p60RNT-hnI
A pochi giorni dalla designazione ufficiale delle città finaliste, Pozzuoli rilancia la sua candidatura a Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028. È Paolo Lubrano, direttore del progetto La Città delle Fragilità creative inviato a giugno al Ministero della Cultura e attualmente al vaglio finale della commissione esaminatrice, a rendere pubbliche le motivazioni che rendono urgente e necessario l’intervento culturale, proposto prima del drammatico evento sismico dello scorso 31 luglio.
Ci siamo imposti il silenzio – spiega Lubrano – con un tempo di rispetto imprescindibile per il disagio del territorio e le necessità tangibili ed urgenti dei cittadini. Un tempo sospeso che non ha fermato il nostro lavoro e che ci ha consentito di ridefinire il senso profondo della nostra candidatura nata prima del terremoto e chiamata poi a misurarsi direttamente con esso.
Una sottolineatura che intende confermare ufficialmente la continuità della corsa di Pozzuoli, che prosegue con rinnovata determinazione in uno scenario mutato ed articolato in cui … ciascun ambito territoriale – continua Lubrano – è chiamato a svolgere la propria parte, dalle istituzioni nel garantire la sicurezza, alla politica nel coordinarne i processi ai corpi civici nell’offrire sostegno alla popolazione fino alle arti e alla cultura che devono inserirsi nel contesto sociale per partecipare alla ricostruzione morale e civile della comunità, ponendosi come architrave strutturale piuttosto che come semplice decorazione o elemento palliativo.

La candidatura di Pozzuoli a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028, in questo rinnovato contesto, trae forza autentica proprio dalle recenti ferite che hanno colpito la quotidianità, l’economia e l’identità dei suoi cittadini.
Lontano dall’essere una semplice parentesi consolatoria o un’operazione d’immagine – aggiunge Lubrano – il progetto si propone come una leva strategica per restituire verità alla narrazione del territorio e rilanciarlo nel dibattito nazionale. Superando l’idea dell’arte come cura palliativa per i traumi collettivi, la nostra proposta intende utilizzare i linguaggi contemporanei per stimolare una presa di coscienza radicata, linguaggi capaci persino di dare voce alle assenze e alle criticità dimenticate dai media.
Forte del sostegno compatto sottoscritto da numerose realtà pubbliche e private dell’area metropolitana di Napoli, la sfida di Pozzuoli2028 trasforma così la vulnerabilità in una piattaforma di riscatto pubblico e coesione sociale.
In questo mese di tempo sospeso – conclude Paolo Lubrano – si è consolidato un segnale di grande rilevanza istituzionale e sociale: numerose città dell’area metropolitana di Napoli insieme a molteplici realtà pubbliche e private hanno manifestato profonda vicinanza al territorio e al nostro progetto. Questo progressivo ampliamento della rete di partner e sostenitori a supporto di Pozzuoli2028 attesta la vitalità e la necessità della candidatura, dimostrando come la città continui ad esercitare una forte capacità attrattiva e aggregativa, sostenuta da una comunità coesa che può trovare anche nella condivisione culturale la forza per ripartire.
