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Diari di Salute e Benessere – La stipsi: cause, sintomi e rimedi del dottor Carlo Alfaro

Il dottor Carlo Alfaro inaugura la nuova rubrica con un approfondimento su un disturbo intestinale diffuso, dai fattori che lo favoriscono alle strategie per contrastarlo, negli adulti e nei bambini

di Carlo Alfaro

Per stipsi, o stitichezza, si intende un’alterazione dell’alvo caratterizzata dalla emissione infrequente e difficoltosa di scarse quantità di feci di consistenza aumentata.

La stipsi è un disturbo frequente a tutte le età, che interessa fino al 15% della popolazione generale. Colpisce maggiormente il sesso femminile (ma nei bambini è più frequente nei maschi) e l’età superiore ai 65 anni.

Può essere occasionale, intermittente o cronica (quando dura più di 2 mesi).

La definizione di stipsi non si basa sul numero delle evacuazioni settimanali, ma su una serie di parametri: cambiamento della frequenza rispetto alle proprie abitudini; feci dure, secche, voluminose o a palline, difficili da espellere; sforzo eccessivo durante la defecazione, sensazione di svuotamento incompleto e, talvolta, necessità di ricorrere a manovre manuali per facilitare l’evacuazione.

Nella maggior parte dei casi è primaria o idiopatica o funzionale, ovvero non secondaria a cause organiche. Le cause possono essere svariate e spesso intrecciate (multifattoriali): alimentazione povera di fibre; scarsa idratazione; sedentarietà; cattive abitudini intestinali (ignorare lo stimolo a evacuare e rimandare l’accesso al bagno); stress e ansia; cambiamenti della routine (trasloco, viaggi, modifiche dell’alimentazione); farmaci; malattie generali (es. diabete, ipotiroidismo); sindrome dell’intestino irritabile con stipsi.

Può causare sintomi quali: dolore alla defecazione, gonfiore, dolore addominale, nausea, inappetenza, disagio fisico e psicologico con impatto negativo sulla qualità della vita.

Può complicarsi con: emorroidi, fissurazioni anali (ragadi), sanguinamento rettale, prolasso rettale (erniazione del retto nell’ano), rettocele (sfiancamento del retto), ulcere della parete del colon o del retto, fecaloma (massa fecale rettale), incontinenza fecale (soiling da overflow”: le feci liquide passano attorno a un tappo di feci dure), megacolon (dilatazione cronica del colon), volvolo (strozzamento del sigma), diverticoli, occlusione intestinale, infezioni urinarie ricorrenti, enuresi notturna.

Se la stipsi compare in modo improvviso e ostinato senza una spiegazione evidente, o si associa a dimagrimento, stanchezza, dolore addominale intenso e persistente, melena (feci di colore nero scuro, dall’aspetto catramoso e dal forte odore acido o putrido), richiede attenta valutazione medica.

Cosa fare contro la stipsi:

  1. Aumentare progressivamente le fibre alimentari provenienti da frutta, verdura, legumi, cereali integrali (cosiddetta dieta ad alto residuo). Le fibre alimentari si classificano in: fibre solubili (psyllium, inulina, β-glucani, guar) che si dissolvono in acqua, vengono fermentate dai batteri intestinali producendo acidi grassi a catena corta e hanno effetto prebiotico e regolarizzante il transito; fibre insolubili (crusca di frumento, cellulosa) che agiscono aumentando il volume fecale.
  2. Aumentare l’idratazione (1.5-2 litri di acqua al giorno).
  3. Muoversi regolarmente.
  4. Rispettare lo stimolo.
  5. Creare una routine (toilet training), es. sedersi sul water dopo un pasto, sfruttando il riflesso gastro-colico, anche in assenza di stimolo, senza fretta.
  6. Posizionarsi sul WC mantenendo una postura simile all’accovacciamento, che faciliti il rilasciamento del pavimento pelvico: appoggiare i piedi su un piccolo rialzo (sgabello), in modo da portare le ginocchia leggermente più in alto rispetto alle anche.

Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, possono essere indicati farmaci lassativi, distinti in osmotici, che richiamano acqua nel lume intestinale aumentando il volume e riducendo la consistenza delle feci (polietilenglicole PEG o macrogol, un polimero ad elevato peso molecolare, non assorbito nell’intestino, attualmente considerato il lassativo di prima scelta sia per il disingombro che per il mantenimento; lattulosio) e lassativi stimolanti (bisacodile, senna, sodio picosolfato), questi ultimi, come clisteri e supposte, non raccomandati per uso cronico.

Nei bambini, la stipsi è spesso associata alla tendenza a trattenere le feci, per esempio dopo un’evacuazione dolorosa o durante l’acquisizione del controllo sfinterico o per non interrompere le attività o disagio ad usare servizi igienici fuori casa. La paura di andare in bagno può instaurare un circolo vizioso: le feci diventano più dure, evacuare fa male e il bambino tende a trattenerle ulteriormente. Possono comparire anche perdite involontarie di feci (encopresi). La strategia vincente è contrastare il dolore evacuatorio, con creme locali e ammorbidenti fecali. Possono aiutare anche rinforzi psicologici, come elogi, piccoli premi, un calendario con adesivi da applicare nei giorni di evacuazione, evitando sempre pressioni, stress e ansia: è importante che il bambino percepisca l’atto di evacuare come un evento del tutto normale e naturale.

 

Carlo Alfaro, nato nel 1963 e originario della Penisola Sorrentina, è medico pediatra con una lunga esperienza professionale nell’assistenza all’infanzia e nell’adolescenza. Ha svolto attività ospedaliera presso la Pediatria degli Ospedali Riuniti Stabiesi e si occupa in particolare di medicina dell’adolescenza, ambito nel quale ha contribuito ad attività scientifiche e formative. È componente del Collegio dei Probiviri della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) per il mandato 2025-2027.

Accanto alla professione medica, è giornalista pubblicista e divulgatore scientifico, impegnato nella diffusione di informazioni corrette sulla salute e nella promozione della prevenzione e dell’educazione sanitaria. La sua attività spazia anche in ambito culturale: è autore di testi, poeta presente in antologie, attore di teatro e cinema, organizzatore e presentatore di eventi e direttore artistico di manifestazioni culturali.

Attraverso la sua attività professionale e divulgativa, Carlo Alfaro promuove una visione della salute attenta non soltanto agli aspetti clinici, ma anche alla persona, alle relazioni e alla qualità della vita.

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