Don Peppe Diana, Il casalese di Dio
In un libro la memoria di don Peppe Diana, Il casalese di Dio, e il coraggio di una comunità che non vuole dimenticare
CASAL DI PRINCIPE | CASERTA – La Chiesa di San Nicola di Bari, in via Parroco Schiavone, lunedì 18 maggio, alle ore 17.30, ospiterà un appuntamento di forte valore civile e comunitario.
Dopo i saluti del parroco Don Franco Picone e di Marisa Diana, sorella di don Peppe Diana, si aprirà un dialogo intenso attorno alla figura del sacerdote ucciso dalla camorra nel 1994 e al nuovo lavoro che ne ripercorre la storia.
Interverranno, insieme all’autore, voci autorevoli del panorama culturale e istituzionale:
- Dottore Antonello Ardituro, Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia
- Professore Andrea Riccardi, storico
- Monsignore Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa
A moderare l’incontro sarà Aldo Balestra, giornalista di Il Mattino.
Il volume, in libreria dal 22 maggio, si apre con parole che restituiscono la forza morale di don Peppe Diana: “Don Peppe non aveva paura e non mancava di dichiararlo pubblicamente…” scrive Antonio Mattone, ricordando come l’idea del riscatto della sua terra e della sua gente lo spingesse a non cedere al terrore, ma a coltivare con i giovani il sogno concreto di una vita libera dalla violenza.
Il 19 marzo 1994, nella sacrestia della sua chiesa a Casal di Principe, don Peppe viene assassinato mentre si prepara a celebrare la messa. Ha solo trentacinque anni. La sua morte segna profondamente una comunità già ferita dalla presenza della camorra e apre una lacerazione destinata a incidere a lungo nella memoria collettiva.
Con Il casalese di Dio, Antonio Mattone torna su quella vicenda che, a distanza di decenni, continua a interrogare. Attraverso un rigoroso lavoro di ricostruzione, l’autore ripercorre la vita del sacerdote, il contesto in cui ha operato e le ragioni profonde del suo impegno. Raccoglie testimonianze di confratelli, fedeli e persino persone provenienti dagli ambienti criminali, affiancandole allo studio delle vicende giudiziarie. Ne emerge un ritratto complesso, lontano da semplificazioni e letture distorte.
Dopo l’omicidio, infatti, attorno alla figura di don Diana si diffusero insinuazioni e narrazioni manipolate, volte a screditarne la memoria. Un tentativo di offuscare la portata della sua testimonianza, contrastato nel tempo dall’impegno della società civile.
Il libro invita così a superare l’etichetta del “prete anticamorra” per restituire la profondità di un percorso umano e pastorale più ampio: una riflessione sul rapporto tra fede, responsabilità e impegno civile in territori segnati dalla violenza.
Antonio Mattone, editorialista di Il Mattino e autore di numerosi saggi, è da anni una delle voci più autorevoli della Comunità di Sant’Egidio. Il suo impegno nel volontariato lo porta da oltre vent’anni negli istituti penitenziari italiani, tra cui il carcere di Poggioreale, dove si dedica all’ascolto e al sostegno delle persone detenute. Tra le sue opere ricordiamo E adesso la palla passa a me (2017) e La vendetta del boss (2021). Nel corso della sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Carlo Pisacane, il Premio Giancarlo Siani e il Premio Massimo Milone per la comunicazione.
