Società

Programma GOL: da detenuti a manutentori del verde

Un percorso di riscatto e formazione professionale nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere promosso nell’ambito del programma GOL

CASERTA – Il riscatto può nascere anche da un gesto semplice: prendersi cura di un giardino. È ciò che è avvenuto al Carcere militare giudiziario di Santa Maria Capua Vetere, la Caserma Ezio Andolfato, dove venti detenuti hanno concluso un percorso formativo che li ha trasformati in manutentori del verde. Un traguardo che profuma di futuro e che l’Università Popolare di Caserta ha costruito passo dopo passo, portando la formazione professionale all’interno di un luogo che, dal 2005, rappresenta l’unico carcere militare attivo in Italia.

Per mesi i docenti dell’Ateneo hanno lavorato fianco a fianco con i partecipanti, tra lezioni tecniche, esercitazioni e momenti di confronto. Un’esperienza resa possibile grazie al programma GOL | Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori e che, come sottolinea il presidente dell’Università Popolare, Nicola Troisi, nasce da una convinzione profonda: Il reinserimento passa dall’alternativa. Offrire competenze reali significa dare una seconda opportunità e trasformare la detenzione in un’occasione concreta di riscatto.

La scelta del corso non è casuale. Formare manutentori del verde significa investire su una professione sempre più centrale per le città del futuro, dove la cura degli spazi pubblici e privati diventa parte integrante di una visione urbana sostenibile.

È un segnale forte – spiega Troisi – perché il verde è un asset strategico. Servono figure capaci, preparate, in grado di intervenire dove spesso la gestione pubblica non riesce ad arrivare.

La giornata conclusiva ha avuto anche un momento simbolico: il Colonnello Comandante Giancarlo Sciascia ha donato a Troisi un corno con maschera di Pulcinella, realizzato in un laboratorio interno alla struttura. Un gesto che racconta la creatività, la manualità e la dignità che possono nascere anche dietro le mura di un carcere. Pulcinella, tra l’altro, è il simbolo del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, di cui Troisi è segretario.

Abbiamo trovato nella Caserma Andolfato un entusiasmo raro – conclude il presidente – e siamo certi che questo sia solo l’inizio. Altri percorsi nasceranno, con la stessa volontà: offrire strumenti, speranza e un domani possibile.

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