Restauro della Galleria del piano nobile della Reggia di Portici
La Galleria della Reggia torna al suo splendore: completato il restauro conservativo Rimossa la frammentazione degli ultimi decenni, recuperati affreschi, infissi storici e pavimenti originari: rivelata la sua identità originaria
La Galleria del piano nobile della Reggia di Portici è tornata visibile nella sua forma originaria dopo un importante intervento di restauro. Si tratta di un ambiente imponente: 250 metri quadrati, 7 metri di altezza, oltre 35 metri di lunghezza e circa 6 metri di larghezza, collocato al centro della Reggia, proprio sopra l’antica via Regia per le Calabrie.
Nel corso dei decenni, questo grande spazio era stato suddiviso con pareti interne che ne avevano alterato completamente l’aspetto. Il progetto di restauro — curato dalla Direzione Patrimonio della Città Metropolitana e seguito dalla Soprintendenza — ha scelto un approccio conservativo, cioè rispettoso della storia dell’edificio: l’obiettivo non era “rifare”, ma recuperare senza cancellare le tracce del tempo.
La prima operazione è stata la rimozione delle pareti aggiunte in epoca recente. Una volta eliminate, la Galleria ha ritrovato la sua prospettiva originaria, ampia e continua. È stato eliminato anche il controsoffitto moderno, che nascondeva un intervento strutturale del passato: un solaio in ferro che aveva sostituito la volta storica, un tempo costruita con la cosiddetta “tecnica ad incannucciata”, un metodo tradizionale che utilizzava canne intrecciate come base per l’intonaco.
Durante la pulitura sono emersi anche gli alloggiamenti degli arcarecci, cioè gli elementi lignei che sostenevano la volta antica, modellata “come la carena di una nave”. Una piccola porzione di questa tecnica è sopravvissuta in un angolo della sala: è stata lasciata visibile proprio per raccontare la storia costruttiva dell’edificio.
Grande cura è stata dedicata anche agli infissi originali. Le grandi ante in legno sono state smontate, pulite, consolidate e restaurate in un laboratorio allestito direttamente in Reggia. Grazie alle indagini stratigrafiche — analisi che permettono di individuare i colori usati nelle epoche passate — le superfici sono state riverniciate rispettando le tonalità originali.
Sulle pareti, i restauratori hanno eseguito il descialbo, cioè la rimozione controllata degli strati di pittura più recenti, riportando alla luce gli affreschi storici con motivi floreali e architettonici che erano stati nascosti da decenni di ridipinture.
Anche il pavimento ha riservato sorprese: dietro alcune chiusure murarie sono riemerse porzioni del pavimento originario in riggiole, le tipiche mattonelle napoletane, decorate o semplici. Proprio a Portici, nella zona del Granatello, sorgeva infatti l’antica Fabbrica delle Nuove Reali Fornaci (1740), dove oggi si trova Palazzo Ciaburro, che ha inglobato l’originario comignolo dello stabilimento.
Le parti dei pavimenti recuperabili sono state restaurate e reinserite nella nuova pavimentazione in cotto napoletano; altre sono state conservate per futuri interventi.
Il restauro ha riguardato anche gli impianti: l’illuminazione è stata completamente rinnovata con un sistema di faretti orientabili su binario, progettato per valorizzare l’architettura senza alterarne la percezione.
Il risultato è un ambiente che racconta la sua storia, senza nascondere le trasformazioni subite nel tempo, ma restituendo alla Galleria la sua identità monumentale.


Bravissimi. Continuate cosi’ Mi piacerebbe rivedere la sala degli specchi e il camerino della regina. La camera da letto di G. Murat che ritorna nella nostra reggia. Diventetebbe un posto da visitare dove verrebbero tantissimi turisti. Farebbe bene per Portici e la conoscerebbero in tutto il mondo.Se fossr possibile anche a togliere luniversita’. Solo la reggia. Grazie per quello che state facendo.