Serena | Avventure

Alle nostre madri: senza di esse non saremmo state così… E noi, cosa siamo diventate noi? Le prime della classe, come, Serena e le sue nuove avventure…

di Bianca Sannino

Ben presto mi stufai di questo lavoro, troppo legato alla logica del profitto, al fatturato, ai risultati, ai guadagni. Io avevo bisogno di soldi ma non ero per questo disposta ad accettare un sistema che non sentivo mio. Avevo fatto comunque grande esperienza e conosciuto tantissime persone ed ero pronta per nuove avventure.

Cominciai a fare concorsi pubblici per entrare in un altro tipo di sistema. Pensavo di trovare in tal modo la possibilità di guadagnare “quel poco ma buono” che mi consentisse di vivere discretamente, di provveder a me stessa e chissà, magari pensare di formare una famiglia.

Avevo conosciuto un ragazzo. Aveva degli occhi dolcissimi, delle belle mani affusolate e un sorriso da togliere il fiato. Cominciammo a frequentarci, io ero sempre carica di entusiasmo, energia, vulcanica in ogni mia espressione, lui calmo, pacato con i piedi ben piantati a terra. Era di poche parole ma aveva la capacità di farmi sentire amata, protetta.

Ero arrivata al mio porto sicuro, almeno così credevo. Le tempeste che da sempre mi tormentavano la mente e il cuore sembravano essersi assopite. Così decisi di ancorare la mia nave, già troppe volte sballottolata dai venti burrascosi, e pensare di dare un indirizzo di normalità alla mia esistenza.

Archiviai per un po’ i miei incontri presso il centro di meditazione e mi buttai a capofitto nello studio con l’intenzione di superare un concorso. Lo vinsi, trovai una mia collocazione stabile nel mondo del lavoro e decisi di mettere su famiglia.

Gianluca, nonostante mi avesse spinto inizialmente in questa direzione, quando vide la celerità con la quale avevo messo a posto tutta una serie di cose cominciò a raffreddarsi.

Stava affrontando vari problemi, di lavoro, familiari, personali e l’assunzione di nuove responsabilità lo spaventò. A quel punto decisi di calcare la mano, o ci sposavamo oppure avrei accettato una sede in un’altra città, dove avrei avuto un ruolo più prestigioso.

Il mio orologio biologico scandiva il tempo, dovevo decidere se dare spazio al mio bisogno di riscatto, quello che avevo ereditato mio malgrado dalla mia famiglia, al bisogno di dimostrare chi ero e quanto valevo, oppure avere dei figli.

Appartengo a una generazione in cui questi aut aut erano ancora molto forti, molto determinanti. Scelsi, scelsi la famiglia, i figli. Mi sposai ed ebbi subito il mio primo figlio, passando così in un batter d’occhio dai libri alle padelle, dalle padelle ai pannolini.

 

Bianca Sannino, docente appassionata nella scuola statale italiana, vive e insegna a Portici da più di vent’anni.

Dopo aver attraversato perigliosi mari in vari ambiti e settori ed essersi dedicata alla redazione di libri saggistici e specifici del settore dell’insegnamento, esordisce oggi nel genere novellistico.

Due lauree, corsi di specializzazione, master non sono bastati a spegnere la sua continua, vulcanica e poliedrica ricerca della verità. 

Da sempre, le sue parole che profumano di vita e di umanità, arricchite dalla sua esperienza e sensibilità, restituiscono delicati attimi di leggerezza frammisti a momenti di profonda riflessione.

Nel 2021 inizia la collaborazione con LoSpeakersCorner pubblicando una serie di novelle, tutte al femminile.

 

Articoli correlati:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: