Humasophy: alimentazione, corpo e mente
Humasophy apre le porte al pubblico con un Open Day dedicato a disturbi alimentari, salute e integrazione tra corpo e mente
PORTICI | CITTÀ METROPLITANA DI NAPOLI – Il Centro Clinico Humasophy, in Viale Leone 4F, fondato e diretto dal dottor Daniele Schupffer, sabato 3 ottobre alle ore 18 apre le porte al pubblico con un Open Day dedicato al rapporto tra alimentazione, corpo, mente e benessere psicofisico.
L’iniziativa nasce per offrire un’occasione di divulgazione scientifica, incontro e confronto, presentando l’approccio multidisciplinare di Humasophy al trattamento delle abitudini e dei disturbi alimentari e degli squilibri legati al peso. Il Centro è uno spazio sicuro composto da un’équipe di nutrizionisti, psicologi, medici, insegnanti di yoga e pilates, che integra competenze biomediche e psicologiche in percorsi personalizzati. La diagnosi di obesità o disturbo alimentare non viene considerata un’etichetta, ma l’inizio di una storia da comprendere.
Al centro dell’Open Day ci sarà la consapevolezza che il rapporto con il cibo non può essere ricondotto soltanto alla dieta o al peso. Pensieri, emozioni, comportamenti, relazioni e metabolismo interagiscono nella costruzione del rapporto con l’alimentazione e con il proprio corpo. Da questa prospettiva Humasophy propone un modello nel quale diverse professionalità collaborano per intervenire non soltanto sulla manifestazione del problema, ma anche sui meccanismi che lo sostengono.
Il nome Humasophy nasce dall’unione di “Human”, essere umano, e “Sophy”, dalla parola greca sophia, scienza e conoscenza: una concezione della salute come conoscenza dell’essere umano, non riducibile a numeri, diete o schemi rigidi, ma intesa come percorso di conoscenza di sé. Il principio del Centro è sintetizzato nella frase: «La persona viene prima del sintomo».
Con questo Open Day vogliamo aprire le porte di Humasophy non soltanto come Centro Clinico, ma come luogo di conoscenza, confronto e divulgazione scientifica – spiega il dottor Daniele Schupffer, fondatore e responsabile sanitario di Humasophy – Crediamo che per prendersi realmente cura di una persona sia necessario andare oltre il sintomo e comprendere la complessità dell’essere umano, nella quale corpo e mente sono profondamente connessi.
Schupffer sottolinea inoltre la necessità di superare la ricerca di soluzioni semplici per problemi complessi, come una dieta, una regola o un numero sulla bilancia, privilegiando l’ascolto della persona e la comprensione dei meccanismi biologici, psicologici e sociali che determinano le abitudini. L’obiettivo è trasformare la conoscenza scientifica in strumenti concreti di cura, accompagnando ciascuno verso un rapporto più consapevole ed equilibrato con sé stesso, il cibo, il peso e il proprio corpo.
L’Open Day è rivolto a chi desidera approfondire i temi dell’alimentazione e della salute psicofisica, ai familiari di persone con disturbi alimentari, ai professionisti e a tutti gli interessati al rapporto tra comportamento alimentare, corpo e mente. Sarà inoltre possibile conoscere gli spazi e le attività del Centro e incontrare i professionisti dell’équipe.
L’evento si inserisce nel percorso di Humasophy volto a promuovere una maggiore consapevolezza sui disturbi alimentari e sulla cura delle abitudini, diffondendo una cultura della cura fondata sull’ascolto e sull’integrazione delle diverse dimensioni del benessere.
Humasophy – Il centro clinico che integra corpo e mente per la cura delle abitudini e dei disturbi alimentari
Fondatore e Responsabile Sanitario: dottor Daniele Schupffer
Humasophy apre le porte al pubblico con un Open Day dedicato a disturbi alimentari, salute e integrazione tra corpo e mente
Per informazioni sull’Open Day e sul suo programma: www.humasophy.com/openday/
L’intervista
Abbiamo incontrato la dottoressa Grazia Buccelli, che ha sostenuto l’iniziativa del dottor Schupffer. Attualmente fa parte dello staff politico dell’onorevole Ciro Buonajuto, un incarico di prestigio. Affianca il consigliere Buonajuto nel lavoro delle Commissioni e nella predisposizione delle proposte da portare all’attenzione del Consiglio Regionale, mettendo a disposizione le competenze amministrative e politiche maturate negli anni come assessore e vicepresidente del Consiglio Comunale di Portici.
Com’è nata questa iniziativa?
Qualche anno fa, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, avviammo una riflessione che oggi trova continuità nell’attività e nella professionalità del dott. Daniele Schupffer, fondatore del Centro Clinico Humasophy.
Qual è l’obiettivo del progetto?
Con questo progetto e con gli incontri che saranno realizzati vogliamo accendere i riflettori su un tema ancora troppo poco conosciuto e affrontato, ma che è profondamente reale e riguarda tanti giovani e le loro famiglie.
Perché è importante affrontare questo tema?
Viviamo in una società che ci chiede continuamente di essere perfetti, di apparire adeguati e di rispondere a modelli spesso irraggiungibili. È proprio in questo contesto che un disturbo alimentare può insinuarsi in maniera silenziosa, fino a consumare progressivamente una persona, fisicamente e psicologicamente, compromettendo anche le sue relazioni e la sua vita sociale.
Che ruolo devono avere la prevenzione e l’ascolto?
Non possiamo limitarci a intervenire quando il problema è già emerso. Dobbiamo imparare a riconoscere i segnali, a fare prevenzione e soprattutto a creare spazi di ascolto e di confronto.
Quale responsabilità hanno politica, istituzioni e scuola?
Credo che la politica, le istituzioni e soprattutto la scuola abbiano il dovere di occuparsi della salute e del benessere delle persone nella loro complessità. La salute non riguarda soltanto il corpo: riguarda anche la dimensione psicologica, relazionale e sociale di ciascuno.
Qual è, infine, il messaggio che vuole lanciare a chi vive una situazione di difficoltà?
Parlare di disturbi alimentari significa rompere il silenzio, combattere lo stigma e far sapere a chi sta vivendo una situazione di difficoltà che non è solo e che chiedere aiuto è il primo passo per stare meglio.
