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Identità Borbonica: dalle officine del Regno alla città di oggi

Il racconto di un viaggio: le radici industriali di Napoli tra memoria, economia e riscatto civile. L’eredità dell’Identità Borbonica che parla ancora

Napoli torna a interrogare le proprie radici industriali e sociali con la II Edizione di Identità Borbonica, in programma il 24 settembre 2026 alle 18 al Belvedere dell’Istituto Padri Rogazionisti di Viale dei Pini 53. Un incontro che si propone come viaggio storico, economico e culturale alla scoperta di una città che ha saputo trasformare le sue antiche officine in laboratori di futuro.

L’evento, promosso da Simone Squillante con la collaborazione della Dottoressa Fabiana Esposito e il patrocinio morale della III Municipalità Stella – San Carlo all’Arena, riunisce voci diverse ma complementari: studiosi, amministratori, imprenditori e artisti che condividono una visione comune — quella di una Napoli che si riscatta attraverso la memoria.

Dalle officine del Regno alla città di oggi non è solo un titolo: è una dichiarazione d’intenti. La manifestazione indaga il filo invisibile che lega le fabbriche borboniche, simbolo di progresso e innovazione, alle sfide contemporanee di reinserimento sociale, economia sostenibile e identità territoriale. Un percorso che attraversa secoli di lavoro e di ingegno, restituendo alla città la consapevolezza di essere stata — e di poter tornare a essere — capitale produttiva del Sud.

Sul palco si alterneranno figure di spicco del panorama culturale e civile: Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico; Luigi De Magistris, magistrato ed ex Sindaco di Napoli; Giulia Russo, direttrice della Casa Circondariale di Poggioreale; Onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo Sud; Gigi Lista, presidente di Autonomia Napoletana; Francesco De Stefano, founder ITS e presidente dell’associazione Symmetrica; Amedeo Palumbo, blogger e attore; e Emilio Caserta, giornalista di Vesuvio Live e del Quotidiano L’Identitario, che curerà le conclusioni.

L’incontro si propone come spazio di riflessione e di rinascita, dove la storia industriale borbonica diventa chiave per leggere le contraddizioni e le potenzialità della Napoli di oggi. Le antiche officine del Regno si trasformano in metafora di riscatto sociale, di economia etica, di identità condivisa. Un modo per ricordare che la cultura non è solo memoria, ma anche motore di sviluppo.

Ingresso libero – Prenotazione consigliata

L’appuntamento è aperto al pubblico e invita a partecipare a un dialogo che unisce storia, economia e visione civile. Un’occasione per riscoprire Napoli come città‑laboratorio, dove il passato non è nostalgia, ma energia per il futuro.

 

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