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Colletta Alimentare 2026

Negli spazi del carcere minorile di Nisida la conferenza stampa di presentazione della Colletta Alimentare. Coinvolti anche i detenuti in un percorso di solidarietà, inclusione e responsabilità sociale

CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – L’auditorium dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida venerdì 6 novembre, alle ore 11,  farà da cornice alla conferenza stampa di presentazione della 30esima edizione della Colletta Alimentare Nazionale promossa dal Banco Alimentare. Una scelta non casuale, ma fortemente simbolica, che pone al centro un messaggio tanto semplice quanto profondo: «Nessuno è così povero da non avere nulla da offrire».

Quest’anno, infatti, la storica iniziativa di solidarietà si arricchisce di un’importante novità: anche i detenuti delle carceri italiane saranno coinvolti attivamente nella raccolta, attraverso la donazione di generi alimentari destinati alle persone in difficoltà. Un gesto che va oltre il valore materiale del dono e che assume una forte valenza umana, sociale e rieducativa, dimostrando come la solidarietà possa diventare strumento di inclusione, responsabilità e speranza.

A raccontare il significato di questa esperienza e le prospettive della nuova edizione saranno numerosi protagonisti del mondo istituzionale, educativo e sociale. Interverranno la dottoressa Eleonora Ascione, dirigente di Polizia Penitenziaria e comandante di reparto a Nisida; il dottor Paolo Spada, coordinatore dell’équipe educativa dell’istituto; don Tonino Palmese, garante delle persone detenute; Antonio Romano, presidente della Fondazione Romano Guardini; Felice Iovinella, socio fondatore della Fondazione Banco Alimentare e responsabile di progetti educativi a Nisida; e Amedeo Colella, scrittore, divulgatore e umorista napoletano.

A moderare l’incontro sarà Roberto Tuorto, direttore generale del Banco Alimentare Campania.

L’appuntamento con la solidarietà proseguirà poi sabato 14 novembre, quando davanti ai supermercati di tutta Italia tornerà la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. In circa 12.000 punti vendita, di cui oltre 1.100 in Campania, più di 160.000 volontari riconoscibili dalla tradizionale pettorina arancione inviteranno i cittadini ad acquistare prodotti alimentari a lunga conservazione da destinare alle famiglie in condizioni di fragilità economica.

La raccolta rappresenta ogni anno uno dei momenti più significativi dell’attività del Banco Alimentare, che in Campania sostiene oltre 218mila persone attraverso una rete capillare composta da circa 200 comuni e più di 400 organizzazioni partner, tra cui Caritas, mense sociali, centri d’ascolto e associazioni del Terzo Settore. Un impegno quotidiano che non si limita alla raccolta delle donazioni, ma comprende anche il recupero delle eccedenze alimentari e dei prodotti ancora perfettamente commestibili che verrebbero altrimenti sprecati per difetti marginali di confezionamento o etichettatura.

Dietro ogni confezione donata c’è molto più di un aiuto concreto: c’è la volontà di contrastare lo spreco alimentare, di costruire una rete di solidarietà e di restituire dignità a chi vive una situazione di bisogno. Un impegno che, da trent’anni, trasforma un gesto semplice come fare la spesa in un’occasione di condivisione e vicinanza umana.

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