Società

L’incendio che ha sconvolto la Spagna e la forza della rinascita

Dal 22 luglio le fiamme dell’incendio hanno devastato oltre 770 km² tra Ávila e Madrid. Tra i colpiti anche una famiglia porticese, simbolo di resilienza e speranza

Un incendio di proporzioni mai viste ha sconvolto la Spagna, iniziando il 22 luglio. In effetti, sono stati tre fronti di fuoco diversi che si sono uniti: Almorox, Burgohondo e San Martín de Valdeiglesias.

Almorox è stato il primo: spinto da temperature superiori ai 40 gradi, da venti forti e da una vegetazione arida, il fuoco si è propagato con una velocità impressionante, attraversando la Sierra de Gredos e raggiungendo la Sierra Oeste, fino alla periferia di Madrid, l’ultimo municipio prima della provincia di Toledo.

Nel giro di pochi giorni le fiamme hanno divorato circa 50.000 ettari di territorio, equivalenti a 500 km², praticamente l’intera superficie del Comune di Napoli. È diventato uno dei più vasti incendi mai registrati nel Paese, un disastro ambientale che ha lasciato dietro di sé migliaia di persone evacuate e un paesaggio ridotto in cenere. Per fortuna nessuno è deceduto.

Dopo quasi una settimana di lotta senza sosta, gli eroici vigili del fuoco sono riusciti a fermare l’avanzata nell’area del bacino di  San Juan, ma il bilancio è drammatico: 770 km² bruciati, foreste distrutte, fauna decimata e un ecosistema che richiederà anni per rigenerarsi.

Tra le storie di chi ha vissuto la tragedia c’è anche quella di una famiglia porticese, Marco, la moglie Almudena e i figli Alejandro e Laura. La loro casa è stata completamente distrutta dalle fiamme. Fortunatamente stanno tutti bene, e pare che l’abitazione non abbia subito danni strutturali gravi, ma sono rimasti senza nulla, non hanno nemmeno i vestiti per cambiarsi.

Il governo spagnolo ha già predisposto un alloggio temporaneo in affitto, mentre la famiglia pensa già alla ricostruzione. Nonostante la tristezza per i ricordi andati in fumo — mobili, fotografie, oggetti di una vita — il loro spirito di resilienza è grande. Si rialzano, insieme, con la forza di chi ha visto il fuoco cancellare tutto ma non la speranza.

L’incendio di Burgohondo resterà una ferita profonda nella memoria della Spagna, ma anche un simbolo di solidarietà e rinascita. Perché, come dimostra la storia di Marco e della sua famiglia, nulla può bruciare la volontà di ricominciare.

Siamo tutti vicini alla popolazione colpita e in particolare a Marco e Almudena, Alejandro e Laura.

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