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VII secoli per raccontare le Cronache di un Convento

Stanislao Scognamiglio presenta il secondo volume della ricerca storica dedicata al convento di Sant’Antonio di Padova, che completa il racconto dalle origini medievali fino al 2000

PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Negli spazi della sede sociale del Fan Club Portici 1906, al civico 3 di via della Libertà, venerdì 6 novembre, alle ore 18, l’autore Stanislao Scognamiglio presenterà agli appassionati di storia locale e ai cittadini interessati i contenuti della sua ultima fatica letteraria, dal 1901 al 2000. Cronache di un Convento – Storia dei Francescani Conventuali di Portici.

A circa un mese dalla presentazione del secondo volume, avvenuta lo scorso 9 ottobre, l’excursus storico dedicato al convento porticese consacrato a Sant’Antonio di Padova può dirsi finalmente compiuto.

I due tomi, dal 1337 al 1900 e dal 1901 al 2000, entrambi editi con il titolo Cronache di un Convento – Storia dei Francescani Conventuali di Portici, restituiscono una ricostruzione documentata di oltre sei secoli di storia.

Attraverso la trascrizione integrale di documenti d’archivio, Scognamiglio ha condotto un paziente e meticoloso lavoro di ricerca, riportando alla luce le vicende che hanno interessato le diverse comunità religiose succedutesi nel convento durante i suoi 663 anni di presenza a Portici.

Anni or sono, l’autore ha raccolto l’eredità culturale del suo mentore, padre Oreste Casaburo, portandone avanti l’impegno nella ricerca storica. Un percorso rigoroso, confluito in un’opera che raccoglie notizie, testimonianze e curiosità legate alla vita dei Francescani Conventuali e alle trasformazioni attraversate dalla loro comunità nel corso dei secoli.

La fondazione del convento viene tradizionalmente fatta risalire al 1337, quando il nobile napoletano Gualtiero Galeota donò ai frati un terreno sul quale edificare un complesso costituito da chiesa e convento, da dedicare al Serafico Padre di Assisi. Non si può tuttavia escludere che una piccola comunità francescana, formata dai primi seguaci del Poverello di Assisi, fosse già presente e attiva nel territorio porticese sin dagli ultimi anni del Duecento.

La storia del complesso, inizialmente consacrato a San Francesco e successivamente dedicato a Sant’Antonio di Padova per volontà di re Carlo di Borbone, non si esaurisce, naturalmente, con il 2000.

Prosegue ancora oggi nella cittadina vesuviana, dove la presenza francescana continua a rappresentare un elemento significativo della memoria religiosa, culturale e civile della comunità.

Con questi due volumi, Stanislao Scognamiglio non ha soltanto ricostruito una lunga pagina di storia locale: ha restituito alla città la memoria di un luogo e degli uomini che, attraverso i secoli, ne hanno custodito la storia. Perché conoscere le proprie radici significa anche riconoscere ciò che, attraversando il tempo, continua a vivere nel presente.

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