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Il Racconto, La leggenda del giovane sognatore

Nel sottile confine tra sogno e realtà, l’innocenza di un ragazzo che diventa custode di una magia senza tempo, nasce una leggenda … 

di Giovanni Renella

C’era una volta un ragazzo che non aveva perso la voglia di sognare e al quale tutti noi, inconsapevoli, dobbiamo qualcosa.

Gli avevano annunciato che di lì a poco si sarebbe verificato un evento straordinario che lo avrebbe visto partecipe, se non addirittura protagonista, nei secoli a venire; ma la sua giovane età, con il suo corredo di inesperienza, non gli aveva ancora fornito gli strumenti necessari per poter comprendere appieno ciò che gli era stato rivelato.

Per carità, era molto contento che avessero pensato proprio a lui per una cosa che immaginava essere così importante; tuttavia, non sapeva cosa fare.

Era combattuto fra il correre in giro, e condividere la notizia con tutti quelli che avrebbe incontrato, o tacere per custodire ciò che gli appariva come un segreto di cui solo lui era a conoscenza.

Frastornato dai mille pensieri che si agitavano nella sua testa, e sfinito dalla preoccupazione di non essere all’altezza del compito che gli era stato affidato, fu sopraffatto dalla stanchezza e, riconoscente, accolse il sonno che giunse a sollevarlo da quegli affanni.

Nel sonno si fece strada un sogno.

Sognò di dormire disteso in un prato, mentre intorno a lui c’era un gran fermento, un via-vai di donne e uomini, vecchi e bambini che si incamminavano nella stessa direzione.

La meta era una grotta in cui era nato un bambino.

Con i cuori colmi di una gioia razionalmente inspiegabile, i pastori accorsi nell’antro che accoglieva Maria, il suo sposo Giuseppe e il piccolo Gesù restarono a lungo immobili a contemplare la scena della Natività.

Non seppero mai di essere stati gli unici testimoni di un avvenimento che avrebbe cambiato la storia dell’umanità.

Neanche Benino, il giovane che aveva sognato il cammino dei pastori verso la grotta di Betlemme, seppe mai che gli angeli gli avevano affidato il compito di sognare il presepe e, attraverso il sogno, di riprodurne ogni anno la magia.

Per cui, se amate il presepe, non svegliate il pastore Benino, perché altrimenti svanirebbe la magia del presepe.

 

Breve biografia di Giovanni Renella

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