Quanto dura l’adolescenza per il cervello ?
Parlano gli esperti della SIMA: un nuovo sviluppo del cervello umano che sposta la soglia dell’età adulta fino in media ai 32 anni. Ai nostri microfoni la neopresidente Graziamaria Ubertini e il proboviro Carlo Alfaro
Uno studio scientifico pubblicato dall’Università di Cambridge su Nature Communications (https://www.cam.ac.uk/stories/five-ages-human-brain) ha presentato un nuovo modello di sviluppo del cervello umano che sposta la soglia dell’età adulta fino in media ai 32 anni, quando il cervello terminerebbe la fase di rimodellamento e sviluppo neuronale per raggiungere la piena maturità strutturale ed efficienza delle connessioni.
Solo allora entrerà nella configurazione del “plateau adulto” di intelligenza e personalità, che resterà stabile nel tempo. I ricercatori dall’analisi di risonanze magnetiche cerebrali di circa 3.800 persone d’età compresa fra 0 e 90 anni hanno identificato cinque fasi principali di sviluppo cerebrale, con “punti di svolta” significativi a circa 9, 32, 66 e 83 anni.
Commenta il dottor Carlo Alfaro, pediatra di famiglia a Sorrento, probiviro della Società Italiana di Medicina dell’adolescenza, SIMA, la Società scientifica dedicata alla promozione della salute dei giovani nella delicata fase di transizione dall’infanzia verso l’età adulta:
L’articolo non rappresenta una novità assoluta: le neuroscienze ci hanno insegnato da tempo che l’adolescenza non finisce a 18 anni perché la corteccia prefrontale raggiunge pieno regime di tipo “adulto” ben oltre i vent’anni. La corteccia prefrontale è sede dei circuiti di controllo esecutivo implicati nella maturità cognitiva e comportamentale. Questi circuiti sono responsabili di pensiero, giudizio e decisioni assennate: capacità di pianificazione a lungo termine, resistenza alle pressioni esterne e agli stress ambientali, regolazione emotiva, previsione delle conseguenze, attenzione alle scelte rischiose. Fino alla maturazione di queste strutture, continua la prevalenza del sistema limbico, associato alla soddisfazione immediata degli impulsi sotto l’attività del sistema della ricompensa. Ciò ha concrete implicazioni su diversi versanti: clinico, perché i giovani sono più soggetti a problemi di salute mentale (come ansia, depressione, disturbi alimentari) fin quando il cervello è in fase di riorganizzazione; terapeutico, perché questa è anche una fase di maggiore ricettività a interventi educativi/psicologici; sociale e legale, in quanto diventa inappropriato considerare 18 anni l’età della piena maturità.
Tutto quanto attiene alle problematiche degli adolescenti italiani è al centro degli interessi e delle attività della SIMA, che da ottobre scorso ha un nuovo presidente, Graziamaria Ubertini (Roma) e un nuovo Consiglio Direttivo, che contempla: la past-president, Rossella Gaudino (Verona); il presidente eletto Stefano Stagi (Firenze); i Consiglieri Marco Colizzi (Udine), Graziano Grugni (Verbania), Simonetta Marucci (Spoleto), Serenella Castronuovo (Roma), Salvatore Chiavetta (Palermo), Antonino Crinò (Roma), Dario Marin (Udine), Andrea Vania (Roma); il Collegio dei Probiviri Carlo Alfaro (Sorrento), Piernicola Garofalo (Palermo) e Armando Grossi (Roma).
Nel corso del primo direttivo del nuovo Consiglio societario, sono stati nominati all’unanimità alla carica di tesoriere Salvatore Chiavetta, segretario Graziano Grugni, vice-presidente Serenella Castronuovo e identificati i responsabili di Macroarea: Nord: Gabriella Pozzobon – Centro: Chiara Carducci – Sud: Luca De Franciscis.
Graziamaria Ubertini, che resterà in carica per due anni, 2025/2027, è dirigente medico dell’Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (IRCCS).
L’adolescenza – precisa la dottoressa – non deve essere semplicemente considerata come una “fase di passaggio”, bensì come un’età della vita peculiare, fondamentale per lo sviluppo di un soggetto adulto sano. La Medicina dell’Adolescenza è una disciplina sanitaria che pone l’attenzione a una fascia di età che rappresenta una vera e propria “terra di mezzo”. Gli adolescenti sono troppo grandi per le modalità assistenziali dell’infanzia e troppo giovani per i modelli pensati per gli adulti. Per questo hanno bisogno di professionisti formati in maniera specifica, atti a riconoscere le specificità di questa fascia di età.
Per la Ubertini, la Società scientifica che si accinge a dirigere ha 2 anime: quella scientifico-formativa e quella assistenziale: Il ruolo “scientifico-formativo”- precisa – è volto a diffondere competenze specialistiche e aggiornamento continuo dei professionisti sanitari del settore; quello “assistenziale” è volto a migliorare concretamente la presa in carico degli adolescenti nel Servizio Sanitario Nazionale, promuovendo percorsi di salute adeguati.
Tre sono gli impegni prioritari per la Società nel biennio 2025–2027 secondo la neo-presidente: il primo à costruire una rete di professionisti formati sulla Medicina dell’adolescenza.
La SIMA – chiarisce la dottoressa Ubertini – punta a promuovere percorsi formativi innovativi e programmi di aggiornamento per sostenere lo sviluppo di competenze specifiche in Pediatri, Medici di famiglia, Psicologi, Infermieri e tutti i professionisti sanitari che lavorano con gli adolescenti, come Endocrinologi, Ginecologi e Medici dello sport.
Il secondo obiettivo è promuovere la salute dell’adolescente, gli stili di vita sani e la salute mentale: “E’ cruciale – spiega la Ubertini – favorire la cultura della prevenzione, riconoscere tempestivamente i comportamenti a rischio e potenziare l’accesso a servizi che tutelino il benessere emotivo, nutrizionale, relazionale e sessuale dei giovani.
L’ultimo punto è rafforzare la prevenzione delle patologie dell’adolescente: Intendiamo promuovere l’individuazione precoce dei fattori di rischio di malattie ad alto impatto socio-sanitario come l’obesità, i disturbi del comportamento alimentare, le malattie infettive, oltre a facilitare l’accesso alle cure. Troppo spesso gli adolescenti vengono “dimenticati” dai percorsi sanitari solo perché considerati, per età anagrafica, una fascia generalmente sana. La Medicina dell’Adolescenza punta proprio a colmare questo vuoto.
La Ubertini, parlando a nome dell’intero Direttivo, sostiene che … gli adolescenti meritino un sistema sanitario che li riconosca nella loro unicità e complessità. Come SIMA continueremo a promuovere politiche, ricerca e formazione per offrire a ogni ragazzo un percorso di crescita sano, protetto e ricco di opportunità. L’aver delegato ai social una buona parte della cultura e dell’educazione dei nostri ragazzi rischia di impoverirli. La SIMA vuole promuovere un modello, all’interno del sistema sanitario, che riconosca agli adolescenti il diritto di essere educati, accolti e curati da professionisti preparati e sensibili, capaci di cogliere le loro esigenze, spesso silenziose e nascoste.
