Cacciari alla Federico II: l’intelligenza artificiale e il futuro del pensiero umano
Università Federico II di Napoli, il filosofo Massimo Cacciari analizza il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana tra innovazione, filosofia e coscienza critica
Nell’aula magna Gaetano Salvatore della Scuola di Medicina e Chirurgia della Università Federico II nella mattinata del 15 ottobre il professore Massimo Cacciari ha tenuto la Lectio Magistralis L’Intelligenza artificiale e il suo rapporto con l’intelligenza umana, il ruolo del logos e del cervello umano.
L’appuntamento, è stato organizzato dall’Ufficio Formazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II in partnership con la SIR | Settimana internazionale della ricerca, manifestazione alla sua XX edizione che ha avuto come tema centrale La matrice del vivente e l’avvenire della coscienza.
L’Intelligenza artificiale è una straordinaria conquista dell’intelligenza umana, ma più di altre rivoluzioni tecniche può comportare modifiche sostanziali antropologiche che non è detto che siano negative – ha detto il professore Cacciari – Il problema dell’Intelligenza artificiale è usarla e non esserne usati ed è una questione critico-filosofica che dovrebbe essere presente a chiunque: l’IA non è un mezzo, non è uno strumento, è qualcosa che modifica radicalmente le nostre vite, i comportamenti. Non è una tecnica tradizionale, è una vera rivoluzione culturale.
Per Cacciari … l’IA può portare alla morte del discorso se si valuta il logos solo su ciò che è calcolabile, dimostrabile e tecnicamente risolvibile. Bisogna capire se a noi basta questa dimensione dell’intelligenza o se invece intendiamo coltivare anche una dimensione politica, critica, storica che sono cose che non si risolvono con l’IA né con un semplice rifiuto dell’IA.
Al professore Cacciari è stato conferito il premio Maestri del pensiero. Nel giorno precedente è stato conferito il premio SIR per le Scienze Cliniche a Vittorino Andreoli, che ha tenuto una Lectio nella sezione di lavoro Elogio del cervello umano, elogio dell’umanesimo.
Ogni anno, infatti, la Settimana internazionale della ricerca assegna riconoscimenti a studiosi che hanno contribuito in modo significativo all’avanzamento della conoscenza.
Cacciari, tra i massimi filosofi nazionali e internazionali, ha rappresentato con la sua riflessione teoretica, ma anche con la prassi e con le sue azioni, un connubio straordinario fra scienze della cura, scienze mediche e scienze umane – ha detto il rettore dell’Ateneo, Andrea Mazzucchi – Credo sia fondamentale che l’Ateneo dedichi attenzione alla ricerca che è un nostro dato costitutivo e trovare un segmento temporale, come la Settimana internazionale della ricerca, che enfatizzi il ruolo della ricerca non solo nella sua produzione, ma anche come ricerca capace di farsi motore di innovazione è un’occasione importante.
Nell’ambito della SIR, che si è sviluppata in 24 appuntamenti, sono stati affrontati questioni riguardanti terapie geniche, neuroprotesi, interfacce cervello-computer, psicofarmaci di precisione e algoritmi a supporto della diagnosi e delle decisioni terapeutiche che rendono sempre più sottile il confine tra terapia e potenziamento e tra corpo biologico e dispositivo.
L’Azienda ospedaliera universitaria ha per sua missione la ricerca, la formazione, l’innovazione oltre che naturalmente l’assistenza – ha sottolineato il direttore generale dell’AOU Federico II, Elvira Bianco – una manifestazione come la Settimana internazionale della ricerca ci dà l’opportunità di avere l’interpretazione e la visione anche di altre professionalità quali psicologi, psichiatri e filosofi e questo ci deve essere di monito perché la medicina sta cambiando e noi dobbiamo uscire dal guscio della medicina tradizionale e iniziare ad approcciarci verso la medicina innovativa, ma mantenendo sempre la coscienza di medici.
La Settimana internazionale della ricerca è stata ideata nel 2006 da Nelson Mauro Maldonato, professore di Psicopatologia clinica alla Federico II e direttore scientifico dell’iniziativa, ed ha l’obiettivo di collegare le realtà scientifiche del Mezzogiorno ai circuiti della ricerca internazionale, ed è stata insignita nel 2018 della Medaglia del Presidente della Repubblica.
La Settimana internazionale è stata pensato fin dall’inizio come un arcipelago di voci, di identità, di narrazioni e di racconto sulla scienza e la ricerca – ha spiegato Maldonado – Lo scopo principale è stato portare a contatto diretto gli studenti con gli studiosi. Mi sembra che sia stata un’idea feconda perché molti di quelli che erano studenti ora formano persone, creando così un circolo virtuoso.
