Diari della Natura- Mamma orsa e il suo cucciolo di Umberto dell’Anno | 10
Mamma orsa e il suo cucciolo di Umberto dell’Anno. Un vecchio video ritrovato racconta l’orsamarsicana (Ursus arctos marsicanus): una madre e il suo cucciolo che si nutrono in natura, immagine sgranata ma autentica di una specie rara e resiliente dell’Appennino centrale
di Umberto Dell’Anno
Un vecchio hard disk, un file dimenticato. Dentro, una breve sequenza registrata anni fa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un’orsa marsicana e il suo cucciolo, ripresi da lontano mentre si nutrono dei resti di una carcassa. L’immagine è sgranata, imperfetta, compressa dal tempo. Eppure proprio quella imperfezione restituisce una verità che nessuna elaborazione digitale potrebbe imitare. La distanza non attenua il momento: lo esalta.
Rivedendo il video, riaffiora la consapevolezza di quanto sia raro incontrare l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), popolazione unica e isolata da millenni nell’Appennino centrale. Non è un semplice orso bruno: è una linea evolutiva distinta, oggi ridotta a poche decine di individui. Una presenza schiva, che vive nei boschi montani e si muove con lentezza sicura, guidata da un olfatto e un udito straordinari.
La scena racconta molto della sua etologia. Le femmine partoriscono in pieno inverno e i cuccioli restano con la madre per oltre un anno, apprendendo tutto ciò che serve per sopravvivere. La carcassa che l’orsa consumava era una risorsa essenziale: in estate il fabbisogno energetico cresce e le proteine dei resti animali sostengono la crescita del piccolo. Lui osservava e imitava; lei controllava l’ambiente con brevi movimenti del capo, pronta a proteggerlo.
Il marsicano non entra in un vero letargo profondo: rimane reattivo, può uscire dalla tana nelle giornate miti e si adatta alle stagioni con una resilienza sorprendente, nonostante la sua fragilità demografica.
Riguardando quel file dimenticato, capisco che non c’è bisogno di ricostruire o abbellire. Alcune storie si raccontano da sole e resistono nel tempo, anche quando restano nascoste in una cartella dimenticata. In quei pochi secondi c’è un mondo intero: la madre, il cucciolo, la montagna, la lotta per la sopravvivenza, la bellezza di una specie autoctona che continua a respirare nonostante tutto.
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Umberto Dell’Anno, Napoli, classe 1977, è vissuto per lungo tempo a Portici. È creator digitale. videomaker naturalista e Colorist certificato Black Magic DaVinci Resolve.
Attraverso video, fotografie e racconti di viaggio documenta la fauna, i paesaggi e le meraviglie della natura, promuovendo una cultura della conoscenza e del rispetto dell’Ambiente.
I suoi filmati sono il risultato di lunghe e pazienti attese sul campo, di ore di osservazione silenziosa e di un profondo contatto con gli ecosistemi che esplora.
Seguirli significa immergersi nella vita segreta della Natura, vivendo una vera e propria full immersion nei paesaggi, negli habitat e nelle specie che popolano i luoghi raccontati.
Un viaggio immersivo che permette di osservare il mondo animale attraverso gli occhi di chi vive la natura ogni giorno e la racconta con autentica passione.
