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Diari di Caffè (s)corretto- Chi l’ha scritto? di Giovanni Renella | 11

Diari di Caffè (s)corretto di Giovanni Renella. Intelligenza artificiale, scrittura e i dubbi su chi sia davvero l’autore. Giovanni Renella riflette, tra caffè e ironia, sul futuro della scrittura nell’era dell’IA 

di Giovanni Renella

Chi l’ha scritto?

Ancora non sono scoccate le sei di mattina della vigilia di Ferragosto e, mentre sale il caffè nella moka, già mi ritrovo a scorrere pigramente con il dito lo schermo del cellulare per leggere le breaking news riportate dai quotidiani online.

Per un attimo mi assale la nostalgia del caro, vecchio, giornale stampato, del fruscio delle pagine di carta e del suo inconfondibile odore, che la memoria, generosamente, per una frazione di secondo, ripropone alle mie narici.

Torno a scrollare (dall’inglese to scroll) le varie pagine web sui conflitti che stanno funestando in più punti il “globo terracqueo” e, colpevolmente assuefatto agli orrori di guerre che non sembrano fare neanche più notizia, la mia attenzione è attratta da un titolo dal vago sapore shakespeariano: “A chi interessa sapere se un testo sia stato prodotto o meno con l’intelligenza artificiale?”.

L’amletico dubbio ha conquistato la ribalta della cronaca perché, dal 2 agosto scorso, sono scattati i primi vincoli stringenti dell’AI Act dell’Unione Europea.

Intanto il caffè, con il suo brontolio, richiama la mia attenzione e reclama la giusta dose di zucchero per essere gustato al meglio: con buona pace dei sedicenti puristi, cultori dell’espresso amaro, che qui, però, non hanno diritto di replica, perché questa storia la sto scrivendo io e la gestisco come voglio!

Ma torniamo alla notizia.

Incuriosito dal titolo, mi addentro nella lettura dell’articolo e scopro così che la normativa europea impone alle aziende tecnologiche l’obbligo di rendere riconoscibili i contenuti generati artificialmente: per questioni di trasparenza, contrasto alla disinformazione e tutela del diritto d’autore.

Apprendo anche che aziende come Anthropic, Google e OpenAI, giganti nel settore della ricerca e dell’applicazione dell’intelligenza artificiale, hanno già annunciato che applicheranno dei watermark AI (letteralmente filigrane per intelligenza artificiale) invisibili e non disattivabili a livello globale su tutta la gamma di prodotti: insomma una tecnologia con cui contrassegnare, identificare e tracciare i contenuti generati dagli algoritmi, distinguendoli da quelli umani.

A questo punto mi rendo conto che è necessario assumere una dose massiccia di caffè, sperando che la caffeina possa contribuire a dissolvere la nebulosa in cui si è perso il filo dei miei umani e limitati ragionamenti, che non riescono, o forse non vogliono, seguire gli arzigogoli dell’intelligenza artificiale e del suo utilizzo.

Continuo a leggere e, con uno sforzo epico per un boomer come me, restio ad acquisire dimestichezza con ogni tipo di innovazione tecnologica, scopro che “un software di rilevamento dotato della chiave crittografica riconoscerà all’istante lo schema statistico sottostante, riuscendo a distinguere un prodotto dell’intelligenza artificiale, che a occhio umano apparirebbe un testo del tutto naturale”.

L’orologio del telefonino segna le sei e mezza e, nonostante sia la vigilia di Ferragosto, devo prepararmi per andare in ufficio perché, molto immodestamente, ancora non hanno inventato l’IA che possa sostituirmi.

Mentre mi vesto penso che forse, da qualche parte, c’è già qualcuno che sta ideando un algoritmo capace di “umanizzare” i testi prodotti dall’intelligenza artificiale e bypassare, così, ogni controllo: con buona pace delle norme dell’Unione Europea e dell’intelligenza artificiale che ha contribuito a scriverle.

 

Se ti va di prendere altri caffè (s)corretti con me clicca su Diari di Caffè (s)corretto

Giovanni Renella, nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.

2017 – Pubblica una prima raccolta di short stories, intitolata “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui vince il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (Albissola), riceve una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (Roma) ed è fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (Viareggio).

Vince il premio “A… Bi… Ci… Zeta” (Minturno) per i racconti bonsai.

2018 – Finalista alla prima edizione del Premio Letterario Cavea (Genzano di Roma).

Le antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed.) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed.) pubblicano due suoi racconti

2019 – Pubblica la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni con cui vince il Premio Speciale della Giuria al “Premio Letterario Internazionale Città di Latina”.

2020 – Le antologie “Cento parole”, “Ti racconto una favola”, “Io resto a casa e scrivo” edite dalla Kimerik pubblicano alcuni suoi racconti.

Finalista al Premio Bukowski 2020.

2021 – Pubblica due favole nell’antologia “Ti racconto una favola 2021” ed. Kimerik.

Pubblica un racconto nell’antologia “Desiderio d’estate” ed. Ensemble.

2022 – Alcuni dei suoi racconti sono pubblicati dalla Rudis Edizioni nelle raccolte “Storie d’estate”, “Pianeta favole” e “Storie di Natale” e dalla casa editrice Historica nel volume “Storie e leggende di Natale”

2023 – Ivvi editore pubblica un suo racconto nel volume “Scrittori italiani. Libro blu” per la Collana Coralli

Historica Edizioni pubblica due suoi racconti nei volumi “Favole e fiabe 2023” e “Racconti estivi”

Ensemble Edizioni pubblica un suo racconto nell’antologia “Venti23 – Un’altra estate”

Historica Edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Storie d’amore 2023”

2024 – Esce un suo racconto nel volume “Favole e fiabe” edito da Historica

Pubblica la raccolta di racconti “Trame diverse” edito da Narrazioni Clandestine

2025- Historica edizioni pubblica un suo racconto nel volume “Favole e fiabe” 

Con Rudis Edizioni pubblica un racconto nell’antologia “Fiabe e fantasy”

 

Cliccando su questo link https://wp.me/p60RNT-3Zh puoi trovare i racconti pubblicati da Giovanni Renella sulle nostre pagine

 

Un pensiero su “Diari di Caffè (s)corretto- Chi l’ha scritto? di Giovanni Renella | 11

  • Antonio Palazzo

    Mentre leggo….gusto il mio caffè amaro.

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