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Diari dell’Antiquario-Il quadro che parlava sottovoce di Mario Scippa | 9

Una tela incontrata durante un inventario diventa il punto di partenza per una riflessione sull’autenticità dell’arte, la Scuola di Resina e la modernità silenziosa di un quadro di Giuseppe De Nittis https://wp.me/p60RNT-h3X

di Mario Scippa

Durante un inventario che non prometteva nessuna scoperta, una casa abitata dalla stessa famiglia da generazioni, arredi ottocenteschi corretti, qualche dipinto decorativo, nessuna urgenza. Le operazioni procedevano come sempre.

Registrare. Misurare. Descrivere. Fotografare.

Senza fretta.

In una stanza laterale, appoggiato contro una parete, notai un quadro.

Non sembrava chiedere una particolare attenzione.

Una terrazza.

Tavoli apparecchiati.

Figure ferme in un tempo che non era posa.

Nessun centro dichiarato.

Nessun gesto teatrale.

La luce non costruiva la scena. Ci stava sopra. Come nei pomeriggi sul mare, quando tutto è visibile ma nulla è accentuato.

Non mi avvicinai subito. Feci un passo indietro. Da lontano il dipinto c’era.

Avvicinandomi capii che l’artista che l’aveva dipinto conosceva Posillipo. Ma non si fermava lì. Non cercava l’atmosfera. Non cercava la veduta.

La luce avvolgeva tutta la scena. Si posava sulle tovaglie, sui vetri, sulla frutta, sui volti.

Poi i dettagli. Ciò che altrove sarebbero stati solo decorazione, qui lavoravano. Facevano parte della tenuta dell’immagine.

Dissi ai proprietari che quel quadro andava studiato.

Ripensai alla scuola di Resina. A Portici. A quella generazione di artisti della fine dell’Ottocento che aveva attraversato Posillipo senza restarvi prigioniera. Che aveva guardato alle macchie toscane superandole, Parigi senza dissolversi.

Una pittura che viaggia. Ma torna a terra.

Il nome arrivò nella mia mente senza rumore. Non lo dissi.

Ma da quel momento cominciai a guardare il quadro come si guarda qualcuno che si conosce già, anche se non ci si è ancora presentati.

In quella pittura il soggetto non era un pretesto.

La terrazza era un luogo attraversato.

Le figure abitavano. Nessun intento sociale esibito. Nessuna volontà di rappresentare un’epoca. Solo adesione.

Per un antiquario questo è familiare.

È lo stesso momento in cui smetti di chiedere a un oggetto di essere bello e inizi a chiedergli di essere sincero.

Tra i nomi possibili che mi venivano in mente ce n’era uno che spingeva questa esperienza oltre senza tradirla. Giuseppe De Nittis.

L’autore più francese dei napoletani.

Non nasce a Parigi. Non nasce impressionista. Porta con sé la luce imparata all’aperto. Il rapporto diretto con l’aria.

A Parigi non si dissolve. Si distingue.

Guarda i boulevard, le figure eleganti, la modernità che accelera. Ma sotto resta una luce che viene da lontano.

Come se Resina, attraversando Parigi, dimostrasse una cosa semplice: si può essere moderni senza perdere misura.

Si può guardare il nuovo senza spezzarsi.

De Nittis è una conseguenza. La prova che ciò che è radicato può viaggiare.

Oggi quadri come quello non sono facili.

Non fanno scena. Non alzano la voce.

 

Mario Scippa è architetto, perito d’arte e antiquariato, scrittore e fotografo. Da anni affianca il fratello Gennaro nella gestione di uno showroom in Via Vannella Gaetani,  a Napoli, un luogo che è insieme bottega, laboratorio di idee e osservatorio privilegiato sulle forme del gusto, della storia e della città.

La sua attività si muove con naturalezza tra discipline diverse: scrittura, critica culturale, storia dell’arte, fotografia, immaginario urbano.

Il suo sguardo è sempre rivolto alle trasformazioni del paesaggio contemporaneo e alle tracce che la memoria lascia nello spazio pubblico, come se ogni strada, ogni edificio, ogni oggetto custodisse una storia in attesa di essere decifrata.

Nel suo lavoro, Scippa indaga le forme della città, i suoi simboli, le sue architetture e le sue diverse rappresentazioni visive.

Per lui la città non è solo un luogo , ma un organismo narrativo: un intreccio di segni, di eredità, di tensioni, di memorie che continuano a sedimentarsi e a riemergere.

 

 

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