La Federico II prima in Italia
L’Ateneo ottiene il maggior numero di posizioni nel piano straordinario del Ministero, confermando la strategia di investimento sui giovani e sulla qualità della ricerca: è prima in Italia nel piano MUR
La Federico II ottiene nuove e significative risorse per l’assunzione di 117 ricercatori e ricercatrici, un risultato che conferma la solidità della strategia dell’Ateneo nel sostegno alle giovani generazioni della ricerca. Il piano straordinario di reclutamento promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca assegna infatti all’Ateneo federiciano la possibilità di cofinanziare 117 posizioni tra ricercatori e tecnologi, di cui 58 RTDA finanziati attraverso il PNRR. Nella tabella nazionale di ripartizione, la Federico II si colloca al primo posto in Italia, seguita da altri Atenei comunque ampiamente valorizzati da questo intervento normativo (Bologna 88, Roma Sapienza 87, Padova 85, Politecnico di Milano 75).
Il Rettore Matteo Lorito sottolinea che il risultato conseguito è la conseguenza diretta di una visione chiara: investire non solo nei grandi progetti PNRR — per i quali l’Ateneo ha ottenuto riconoscimenti eccezionali per ampiezza economica e varietà disciplinare — ma soprattutto nei giovani, considerati un elemento imprescindibile per la qualità e la continuità della ricerca federiciana. Negli ultimi anni l’Ateneo ha moltiplicato le opportunità per ricercatori e ricercatrici emergenti e continua a farlo, programmando in piena sostenibilità almeno 150 RTT e circa 250 annualità di proroghe RTDA da attivare nei prossimi due anni, con l’obiettivo dichiarato di superare queste cifre.
Le nuove risorse previste dal decreto firmato dal Ministro Bernini — che premia gli Atenei maggiormente impegnati nel reclutamento giovanile e nel rafforzamento degli RTDA — ampliano in modo significativo la capacità della Federico II di consolidare giovani studiosi e studiose nel sistema universitario. L’obiettivo è duplice: da un lato trattenere e valorizzare le migliori professionalità formatesi nei laboratori federiciani, dall’altro offrire ai Dipartimenti la massima flessibilità per accogliere nuove intelligenze e nuove energie nel percorso di preruolo.
Tutto ciò avviene senza trascurare le legittime aspettative di progressione di carriera del personale docente e del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, e soprattutto senza compromettere la stabilità economico-finanziaria dell’Ateneo, che ha accompagnato una fase di crescita straordinaria.
