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Re Artù alla Santagata

Il fantastico Regno di Camelot portato in scena con la leggenda di Re Artù dalla classe 3A, preparati dalla professoressa Gilda Losco 

di Tonia Ferraro

PORTICI | CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nel picolo teatro dell’Istituto Comprensivo Carlo Santagata, in Via Gaetano Poli, nel pomeriggio di giovedì 19 dicembre è andato in scena La storia di Re Artù.

Dodici ragazze e nove ragazzi della classe 3A hanno dato vita a una piccola ma articolata pièce teatrale, dimostrando talento, impegno e grande entusiasmo. Gli studenti, splendidamente preparati dalla professoressa Gilda Losco, docente di Inglese, hanno animato lo spettacolo grazie a un lavoro corale che ha coinvolto recitazione, canto e danza. La professoressa Losco ha curato ogni aspetto del progetto: dalla scrittura del testo alla traduzione, fino alla regia, incoraggiando costantemente i ragazzi e facendo anche da suggeritore.

L’idea di mettere in scena la vicenda di Re Artù nasce da lontano. Come ha raccontato la stessa docente, lo spunto è arrivato da Salvatore, un alunno che, dopo aver studiato la figura del leggendario sovrano, ne è rimasto talmente affascinato da sollecitare più volte l’insegnante a trasformare quella storia in uno spettacolo teatrale.

Per la realizzazione della scenografia e dei costumi, la professoressa Losco è stata affiancata dalla docente di Arte Marta Matano. Le musiche, con testi in lingua inglese, sono state create dalla stessa Losco con il prezioso supporto della figlia e l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Durante lo spettacolo sono state poi gestite dalla professoressa Brunella Gaudio. Le riprese video sono state seguite da un alunno della classe seconda.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Dirigente scolastico, professor Nicola Di Muzio, che ha garantito la disponibilità a mantenere aperta la scuola oltre l’orario di chiusura, permettendo così lo svolgimento delle prove e della rappresentazione.

Lo spettacolo è stato articolato in sei scene:

  1. Camelot (con canzone)
  2. La spada nella roccia (canzone “Excalibur”)
  3. La Tavola Rotonda con Re Artù e i suoi Cavalieri
  4. Il fidanzamento tra Artù e Ginevra (canzone romantica)
  5. La battaglia tra i Cavalieri della Tavola Rotonda, Artù e Merlino contro Morgana e il suo esercito di streghette
  6. Il matrimonio di Re Artù e Ginevra (canzoni, balli e presentazioni)

Numerosi i personaggi portati in scena: Re Artù fanciullo e adulto, Ginevra, il mago Merlino, Morgana, sei Cavalieri della Tavola Rotonda, sei narratrici, tre streghette dell’esercito di Morgana e una presentatrice-cantante. Inoltre, alcune allieve si sono avvicendate al microfono per dare sia una descrizione dell scena che seguiva sia in italiano sia in inglese.

La rappresentazione si è svolta non solo sul palco, ma anche tra il pubblico, coinvolgendo attivamente gli spettatori.

Interamente realizzati dagli studenti e dai docenti anche gli oggetti di scena: la spada Excalibur, la roccia che la imprigiona, la Tavola Rotonda, spade e scudi dei Cavalieri, oltre alle bacchette magiche di Merlino e Morgana.

Tirando le somme, più che alla consueta recita scolastica, si è assistito a un vero e proprio spettacolo teatrale, non solo complesso, ma ricco di elementi capaci di trasmettere il Sapere in modo artigianale.

I complimenti entusiastici e sentiti di tutti i presenti sono andati, naturalmente, in primo luogo alla professoressa Gilda Losco e alla collega Marta Matano, e insieme a tutti coloro che, con passione, impegno e dedizione, hanno contribuito alla splendida riuscita dello spettacolo.

Lo Speakers Corner ha raccolto le parole dell’orgoglioso dirigente scolastico, professor Nicola Di Muzio:
«Questa rappresentazione è andata oltre ogni mia aspettativa. Ho visto una grande abnegazione da parte dei docenti, capaci di valorizzare la bravura di tutti gli alunni, compresi quelli con bisogni educativi speciali. Ho apprezzato molto anche i costumi e la scenografia, realizzati senza alcun aggravio per le casse scolastiche. Desidero sottolineare che nessuno dei docenti coinvolti ha richiesto una remunerazione per le ore svolte oltre l’orario di lezione: sono insegnanti che vivono il loro ruolo come una missione. Come dirigente, sono sempre disponibile a sostenere iniziative di questo tipo e, quando vedo una sinergia così forte tra docenti, studenti e famiglie, ho la conferma di star lavorando nella giusta direzione. Non esiste gratificazione economica paragonabile a questa: la scuola ha il compito di formare cittadini con solidi valori. Questi ragazzi hanno ballato, cantato e recitato in inglese, acquisendo competenze significative in poche ore di lavoro extracurricolare».

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